Iraq, Ramadi e Falluja in mano a miliziani legati ad Al Qaeda

Nel corso del 2013 quasi 8mila iracheni sono morti in attentati, attacchi e azioni di guerriglia; 1050 i decessi fra le forze di sicurezza

Ramadi e la vicina Fallujah sono, da oggi, nelle mani delle milizie dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, un gruppo insurrezionale legato ad Al Qaeda e attivo anche nella confinante Siria. A riferirlo sono le fonti giornalistiche presenti nel capoluogo della provincia occidentale irachena di al-Anbar, negli ultimi giorni teatro di scontri tra forze governative e manifestanti sunniti.

Lunedì scorso, 30 dicembre,, durante lo smantellamento di un accampamento allestito lungo una superstrada che costeggia la città di Ramadi, gli scontri avevano provocato tredici mori e circa 40 feriti.

In diversi quartieri le strade vengono pattugliate da camion carichi di soldati jihadisti. Ieri, dopo averne ordinato il ritiro, il premier sciita Nouri al-Maliki ha intimato alle truppe governative di ritornare a Ramadi, disponendo l’invio di rinforzi. Una situazione analoga è in atto anche a Fallujah, la città situata a circa 30 chilometri a est che sarebbe ormai per metà in mano agli estremisti vicini ad Al Qaeda.

Iraq, nel 2013 quasi 8mila vittime civili


Intanto le Nazioni Unite hanno dichiarato che nel corso del 2013 sono morti in Iraq 7.818 civili, il più alto bilancio di vittime da molti anni a questa parte. Nel solo mese di dicembre sono morte 759 persone (661 civili e 98 membri delle forze di sicurezza). Uno stato di guerra civile latente fatta di attacchi a spot e attentati. Le vittime fra le forze di sicurezza sono state 1050 e portano, dunque, a 8.868 il numero complessivo dei decessi.

Via | Al Jazeera

Foto © Getty Images

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