Movimento 5 Stelle: “Renzi è un leader telecomandato”

Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Angelino Alfano e M5S hanno commentato le riforme proposte dal segretario del Pd

Come raccontato quest’oggi da Mario Lucio Genghini, Matteo Renzi è tornato a parlare della riforma del Senato, della sua trasformazione in Camera delle Autonomie. È questa la riforma su cui il neosegretario del Pd preme maggiormente, oltre, naturalmente, che sulla riforma elettorale. Dopo la “tregua” delle feste, i toni del dibattito politico tornano a farsi accesi.

Renzi ha anche mandato una lettera ai vari leader politici e le risposte al sindaco di Firenze non hanno tardato a arrivare: Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Angelino Alfano e il Movimento 5 Stelle si sono espressi. Parlerà anche Beppe Grillo?

Cominciamo dal Movimento 5 Stelle. Stavolta non è il suo leader, ma sono i suoi parlamentari dal sito (contenuto in quello dello stesso Grillo) di Camera e Senato del movimento.
L’attacco al segretario del Pd è frontale:

Matteo Renzi, il leader telecomandato, continua ripetere a pappagallo le storielle che gli suggeriscono i suoi ignoranti mentalisti che nulla sanno né del PD né (tantomeno) del MoVimento 5 Stelle.

Lo stile comunicativo è quello del leader. La stessa vena caustica, ma depurata dalle frequenti scurrilità del comico genovese.
Secondo i parlamentari M5S, Renzi cerca

di inculcare negli italiani la convinzione che il M5S sarebbe una forza politica di cacciatori di farfalle, che crede alle favole e alle scie chimiche.

Poi i parlamentari sottolineano come sia stato il Pd e a più riprese, a portare il tema delle scie chimiche, in Parlamento.

Silvio Berlusconi, invece, chiede l’election day “per garantire una alta partecipazione e un notevole risparmio di spese per lo Stato”. Ora che non è più senatore il leader di Forza Italia ha preso a cuore il risparmio delle casse dello Stato, quando era premier, invece, faceva carte false per separare elezioni e referendum.

Per quanto riguarda la riforma elettorale, Berlusconi promuove le proposte renziane,

sia rispetto alla possibilità di incontri e consultazioni bilaterali, sia rispetto al fatto che abbia messo sul tavolo diverse ipotesi, tra le quali c'è certamente una soluzione ragionevole, utile a garantire governabilità piena, un limpido bipolarismo e chiarezza di scelta per gli elettori.

Poi c’è Matteo Salvini, neosegretario della Lega Nord che attacca “il democristiano Renzi” e “il chiacchierone Renzi” restando a pelo d’acqua, senza entrare nel merito. Ricorda come il “Senato Federale” fosse stato fatto approvare dalla Lega già nel 2006, venendo poi bocciato dal referendum:

E poi torna a rompere con le sue "emergenze", legge elettorale, cambio della Bossi-Fini e unioni gay... E sui vincoli folli dell'Europa e sull'Euro, che strangolano lavoro, imprese, stipendi e pensioni? Non una parola.

Il segretario della Lega Nord è cambiato, lo stile comunicativo bossiano resta: le posizioni si assumono non per porre le basi per le riforme politiche, ma per guadagnare (o quantomeno mantenere) il consenso. E il Pd di Renzi, l’unica grande forza politica europeista rimasta in Italia, sarà il bersaglio su cui costruire il consenso nelle campagne elettorali che verranno.

Anche Angelino Alfano ha risposto alla lettera dichiarando di essere favorevole a una riforma elettorale sul modello dei sindaci:

l'impianto di quella legge è chiaro e ha funzionato. Non c'è bisogno di molte altre parole. Se si vuole si può. Noi la legge elettorale la vogliamo cambiare e subito,

ha detto il leader di Ncd.

Foto © Getty Images

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