Iraq, a Falluja issate le bandiere nere di Al Qaeda

Una delle città più martoriate nella seconda guerra in Iraq è di nuovo al centro di sanguinosi combattimenti.

Aggiornamento ore 15.00: sta proseguendo senza sosta, ne dando conto anche fonti di informazione ufficiali irachene, gli scontri nei pressi della città di Falluja e le forze di sicurezza irachene hanno già annunciato di aver in programma un “attacco massiccio” per riprendere il controllo della città, ora in mano a combattenti dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, vicini ad Al Qaeda.
La conta dei morti, intanto, continua a salire col passare delle ore. Secondo la CNN si sarebbero registrate almeno 80 vittime nel corso delle ultime 24 ore, 60 delle quali sarebbero miliziani.

Già da un paio di giorni Falluja è stata conquistata dai combattenti dello Stato Islamico dell'Iraq e del Levante, un gruppo estremista considerato vicino alle posizioni di Al Qaeda.

Le forze governative controllerebbero la periferia della città, mentre il centro è nelle mani dei ribelli che hanno issato bandiere nere sugli edifici più alti: questo quanto riportato dalla televisione Al Arabiya.

Anche la città di Ramadi vive la stesa situazione. Gli scontri, che sono poi degenerati in una vera azione di guerra, erano cominciati lunedì scorso dopo che il governo, retto da una maggioranza sciita, aveva fatto sgomberare gli accampamenti dei manifestanti sunniti che protestavano contro la politica dell'esecutivo.

Tra venerdì e sabato si contano un centinaio di morti, tra guerriglieri islamisti e civili, ma il bilancio delle vittime potrebbe essere più alto e certamente è destinato a crescere.

Sul fronte internazionale si segnala l'ovvio interesse degli Stati Uniti che, sebbene ufficialmente fuori dal Paese mediorientale, stanno fornendo supporto ai capi tribù della zona per respingere le forze qaediste. Il governo non sta impiegando direttamente l'esercito, ma gruppi armati locali, leali al premier Nuri al Maliki, per evitare di alimentare lo scontro interreligioso tra sciiti e sunniti. Molte famiglie hanno abbandonato Falluja e Ramadi per rifugiarsi nei villaggi vicini, lontani, seppur di poco, dai combattimenti.

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