Il Coordinamento 9 Dicembre torna alla carica: “iniziative davanti a tutte le Prefetture”

Il primo passo di questa rinata protesta saranno una serie di proteste davanti a tutte le Prefetture d’Italia, poi il 18 gennaio si procederà con delle manifestazioni regionali.

Forconi: la manifestazione a Roma

I cosiddetti “Forconi”, i manifestanti del Coordinamento 9 Dicembre, non perdono tempo e tornano alla carica subito dopo le festività natalizie annunciato una serie di iniziative in tutta Italia, cambiando però la linea d’azione.

Niente marcia su Roma, niente assedio della Capitale, ma occupazione di Comuni e Prefetture a partire dal prossimo 10 gennaio, il giorno dopo la scadenza del loro ultimatum a Governo e Parlamento. E’ evidente che non andranno “tutti a casa” come auspicato dal Coordinamento e per questo ci si sta già organizzato per riprendere le proteste.

Danilo Calvani, portavoce del movimento, ha tenuto una conferenza stampa a Pistoia nel corso della quale ha reso noto un primo calendario, lasciando in sospeso la data del grande raduno nazionale che avverrà nelle prossime settimane.

Il primo passo di questa rinata protesta saranno una serie di proteste davanti a tutte le Prefetture d’Italia, poi il 18 gennaio si procederà con delle manifestazioni regionali: verrà scelta una città per ogni Regione e ci si ritroverà lì per protestare e denunciare “una classe politica abusiva, corrotta e incapace”.

Successivamente, in data e luogo ancora da definire, sarà la volta di un nuovo raduno nazionale:

La nostra è una reazione civile e non violenta in difesa della Costituzione. La storia ha già condannato questa classe politica, della quale non ci fidiamo più. Anche noi li abbiamo votati ma adesso diciamo basta. […] Siamo apartitici e trasversali e non costituiremo un nuovo partito, né ci candideremo. Ma chiediamo che si sciolgano le Camere e si torni a votare un nuovo Parlamento e un nuovo Presidente della Repubblica.

Parola di Danilo Calvani, a cui hanno fatto eco Mariano Ferro e Lucio Chiavegato, che rappresentano l’ala più moderata del movimento:

Vogliamo ripartire dai territori, dai rappresentanti dei tantissimi presidi di protesta, perchè andare a Roma costa troppo per i simpatizzanti già impoveriti dalla crisi e si presta a infiltrazioni di estremisti e violenti. […] Stiamo pensando di occupare i Comuni e di fare dei presidi davanti alle prefetture. I sindaci devono decidere da che parte stare, se fare gli esattori in cui sono stati trasformati dal governo o stare con i cittadini.

L’ondata di protesta, insomma, non accenna a ritirarsi. Giusto il tempo di riprendersi dalle mangiate natalizie e si tornerà alla carica.

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