Crescita: scuola e università. Che cosa cambierà

Negli ultimi giorni si sta facendo un gran parlare del concorso per reclutare nuovi insegnanti che si terrà per la prima volta dopo 13 anni. Anche questa novità è una diretta conseguenza del piano Obiettivo Crescita del Governo Monti, che coinvolge direttamente anche la scuola. Per Mario Monti e i suoi la scuola e l'università sono "alla base dello sviluppo sociale ed economico".

Ok, e quindi in cosa consiste la modernizzazione della scuola, università e ricerca? I primi punti sottolineati nel documento non sono altro che le parole d'ordine che da decenni sentiamo ripetere, senza che ci sia mai stato un vero impegno nel cercare di portarle a compimento.

Migliorare la qualità dell’istruzione, affermare e valorizzare il merito, estendere la scolarità e allinearla alle esigenze del mercato del lavoro, promuovere l’apprendimento permanente, favorire la permeabilità fra Università, imprese e centri di ricerca, migliorare gli standard di valutazione e la loro trasparenza. Il sistema della ricerca e dell’innovazione necessita anzitutto di migliorare la propria capacità di attingere alle risorse finanziarie che la Commissione Europea mette a disposizione.



Niente di nuovo quindi: merito, mercato del lavoro, standard di valutazione e trasparenza. Parole già sentite nel recente passato, e non è un caso che l'ex ministro Gelmini abbia messo il naso nella faccenda. E la stessa sensazione di déjà vu si ha andando a scorrere i punti che riassumono gli obiettivi del governo:

• Rendere la scuola più digitale attraverso la dematerializzazione delle procedure amministrative e dei rapporti con docenti, studenti e famiglie
• Reclutare docenti più giovani, capaci e meritevoli (l’età media del docente italiano è 50 anni) e assicurare la formazione continua dei docenti
• Contrastare l’insuccesso formativo e la dispersione scolastica in particolare al Sud
• Promuovere l’apprendimento permanente e potenziare l’istruzione primaria tecnico-professionale
• Riformare i dottorati di ricerca e creare un interazione stabile tra attività di formazione e attività di ricerca e sviluppo tecnologico e industriale
• Coordinare le procedure per il conseguimento dell’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore di prima e seconda fascia e definire una precisa programmazione temporale per le procedure da avviare nel biennio 2013 – 2014
• Promuovere metodi trasparenti e oggettivi di valutazione e accreditamento degli Atenei e dei corsi.
• Revisionare i meccanismi di finanziamento al sistema universitario
• Avviare iniziative di sostegno alla nuova imprenditorialità
• Avviare il processo di razionalizzazione del sistema degli Enti pubblici di ricerca

Meno burocrazia, docenti più giovani, meno dispersione al Sud, ecc. ecc. Niente di nuovo sotto il sole, resta solo da vedere se un Governo composto in buona parte da bocconiani sarà in grado di andare oltre i soliti buoni propositi e spiegarci anche come intende raggiungere tutto ciò.

Foto | ©TMNews

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