PD in bilico, con chi stai: con i banchieri o con i lavoratori?

Con uno come Passera, autorevolissimo ministro del governo Monti e banchiere, è giusto ed opportuno che un partito come il Partito Democratico dialoghi. Anche alle feste (ex) de l’Unità. Giusto, perché misurarsi alla luce del sole con un importante esponente dell’esecutivo che si regge anche grazie all’apporto in parlamento del Pd, dà modo ai militanti di toccare … con mano il governo e al ministro di capire meglio l’aria che tira in una fetta importante di elettori.

Opportuno, perché regalare Passera e/o altri esponenti della realtà economico-finanziaria alla destra, sarebbe solo il replay autolesionista del marito che se li è tagliati per far dispetto alla moglie.

Ciò detto, perché non si è usato lo stesso metro di misura per altri personaggi? Come mai non si è invitato il ministro Fornero, magari in un serrato confronto con il responsabile economico del Pd Fassina? Di cosa si ha paura? Delle contestazioni verso ministri e verso il governo “amico” che ha fatto calpestare diritti dei lavoratori, li ha mazziati con una riforma delle pensioni da fare rigirare nella tomba Lama e Berlinguer, che ha smantellato quel welfare conquistato dopo mezzo secolo di lotte politiche e sindacali? E si potrebbe proseguire a lungo.

Inoltre, non era altrettanto giusto e opportuno invitare quelli idealmente ed elettoralmente più vicini al Pd, ad esempio i rappresentanti “scomodi” della Fiom, dei 120 minatori del Sulcis che occupano i pozzi delle miniere a 400 metri sotto terra, e delle tante realtà imprenditoriali in crisi?

La DC e il PCI non avevano alcun timore di confrontarsi e scontrarsi anche duramente, ovunque e con chiunque. Bersani e i vertici (divisi) del Pidì cercano con alchimie verticistiche e di palazzo (nuova legge elettorale peggiore del Porcellum, alleanze di stampo trasformistico) di vincere le prossime elezioni. Forse dimenticano un particolare importante, in Italia (ancora) si va alle urne democraticamente: una testa un voto!

Lo strappo con la Fiom (e con moltissimi lavoratori della Cgil) va recuperato. Altrimenti, c’è poi il rischio di pentirsi. Dopo, a urne chiuse. A quel punto non è difficile capire chi torna a Palazzo Chigi. Stavolta non faranno prigionieri.

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