Nuova legge elettorale: ancora nessun accordo tra i partiti

nuova legge elettorale
Ormai è evidente che l'appello lanciato dal Capo dello Stato all'inizio di agosto è rimasto inascoltato. Napolitano aveva detto "Basta rinvii" alla riforma della legge elettorale, e aveva definito "inderogabile" l'impegno per non tornare alle urne con il "porcellum". Dai partiti però non sono arrivati segni di vita: se alle prossime elezioni si andrà con una nuova legge, il merito non sarà certo dell'accordo nella maggioranza.

Eppure il risultato sembrava a un passo, i mesi di incontri e accordi a singhiozzo aveva portato a un'intesa di massima: una legge proporzionale, con i 2/3 dei parlamentari indicati dagli elettori, 1/3 eletti grazie alle liste bloccate, un premio di maggioranza del 10-15% e sbarramento al 5%. Ma manca l'accordo sui dettagli. Innanzitutto sul premio di maggioranza: al partito o alla coalizione vincente? Da qui si stabilirà se la coalizione di governo sarà definita prima del voto o con accordi a urne chiuse. Evidentemente i punti di disaccordo hanno prevalso, ma che succede ora?

Il relatore del PD Enzo Bianco ha ammesso che al momento dai partiti non sono arrivate "indicazioni definite su alcune dei punti qualificanti della riforma", perciò, assieme al relatore del Pdl Malan sottoporrà il documento che contiene i punti di accordo e quelli di disaccordo al comitato ristretto della Commissione Affari Costituzionali del Senato, che si riunisce oggi. Ieri sera Alfano ha visto Berlusconi e ricevuto l'incarico di continuare a trattare, sia sul premio di maggioranza sia sulle preferenze, che il Pdl vorrebbe reintrodurre mentre il Pd preferisce i collegi uninominali per le piccole circoscrizioni. A questo punto gli scenari possibili sono due.

La discussione sul documento che sarà presentato oggi dai relatori potrebbe essere rinviata di una settimana in attesa di nuovi incontri e di un possibile accordo nella maggioranza: in questo caso il rischio è che i tempi si allunghino indefinitamente. L'altra ipotesi è che venga messo al voto in Parlamento uno dei disegni di legge fin qui depositati: in questo caso i partiti verrebbero tagliati fuori dalla decisione (e forse ne sarebbero contenti), e la palla passerebbe nelle mani dei parlamentari. Visto l'alto numero di deputati e senatori che rischiano di non essere rieletti senza liste bloccate, il rischio è di ritrovarsi con una legge elettorale che riesca nell'impresa di far rimpiangere il "porcellum".

Foto |TMNews

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO