Siria, liberati decine di prigionieri di al-Qaeda

Offensiva ribelle sui qaedisti nella regione di Raqqa: liberati decine di siriani prigionieri. Nella stessa zona sarebbe sequestrato padre Dall'Oglio

Nuove confusionarie notizie di guerra e salvezza arrivano dalla martoriata terra siriana: secondo quanto riferisce l'Ansa, che cita una conversazione Skype avvenuta tra l'agenzia stampa e alcuni attivisti ribelli siriani presenti nella zona di Raqqa, un'offensiva ribelle proprio nel nord del paese sta mettendo a dura prova le postazioni qaediste in zona.

Da giorni non meglio identificate "forze ribelli" (nel senso che la varietà di bandiere, motti, colori, appartenenze fa oramai della polveriera siriana un tutti contro tutti pressocchè incomprensibile, anche agli stessi combattenti) stanno sferrando attacchi continui alle roccaforti quaediste nella zona nord della Siria, attorno alla città di Raqqa, dove potrebbe essere sequestrato anche padre Paolo Dall'Oglio, il gesuita tenuto prigioniero da diversi mesi e del quale non si hanno più notizie.

Sempre secondo quanto riferito dall'Ansa però un leader qaedista belga avrebbe annunciato, la notizia è stata rilanciata anche dall'Osservatorio Siriano sui Diritti Umani, la creazione del "Reggimento Bara Ben Malek", una formazione qaedista formata da centinaio di kamikaze pronti a farsi saltare in aria contro gli insorti locali proprio nella zona di Raqqa.

Anche tra gli stessi jihadisti però le cose non vanno certamente per il meglio: da due giorni una coalizione di gruppi islamici ribelli combatte ad Aleppo e Idleb contro l'ex alleato Stato islamico dell'Iraq e del Levante, legato ad Al Qaida e accusato di abusi e di tentata egemonia: la polveriera siriana porta oggi la grande resa dei conti tra jihadisti, divisi in particolare dal colore dei soldi che ricevono dai miliardari finanziatori in Arabia, Pakistan, Egitto e nei vari paesi dell'Africa subsahariana.

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