7 gennaio: quando Eisenhower riconosceva la Cuba di Fidel

Fu il segretario di stato Dules a convincere Eisenhower. Ma gli interessi cubani e quelli americani ben presto si sarebbero rivelati inconciliabili.

Ike Eisenhower

Era il 7 gennaio 1959. Sei giorni prima, il dittatore cubano Fulgencio Batista aveva lasciato l'isola: la ribellione guidata da Fidel Castro lo aveva rovesciato, ponendo fine al secondo settenato di dittatura del militare (il primo era durato dal 1933 al 1940, in seguido al cosiddetto colpo di stato dei sergenti).

Gli Stati Uniti – che prima avevano sostenuto e poi progressivamente abbandonato Batista – temevano molto Castro, ma al tempo stesso qualcuno pensava che il nuovo regime avrebbe potuto in qualche modo proteggere gli interessi americani nell'isola.

Il fatto che Castro avesse annunciato la nomina dell'avvocato Manuel Urrutia Lleó, politicamente moderato, era una sorta di gatanzia per una parte di americani. Su consulenza del Segretario di Stato John Foster Dules, il presidente in carica degli U.S.A., Dwight D. Eisenhower, riconobbe, il 7 gennaio 1979, il nuovo governo cubano.

Fidel Castro

Castro, però, aveva i suoi progetti, come ovvio. E quando gli americani si resero conto che Urrutia era solo una figura di facciata e che la trasformazione di Cuba in uno stato socialista, l'operazione di nazionalizzazione delle proprietà americane e il rafforzamento dei rapporti con nazioni governate dalla sinistra erano al centro della politica castrista, i rapporti peggiorarono presto: Castro non aveva alcuna intenzione di consentire agli Stati Uniti di continuare esercitare il loro potere "imperialista" sull'isola.

Solo due anni dopo, nel 1961, gli USA si resero protagonisti di una delle più clamorose figuracce della loro storia: programmata sotto la presidenza di Eisenhower, messa in atto sotto quella del neo-eletto John Fitzgerald Kennedy, l'invasione della Baia dei Porci, goffo tentativo di rovesciare Fidel (costato agli U.S.A. qualcosa come 99 milioni di dollari fra operazione e risarcimento a guerra finita) non fece che deteriorare irrimediabilmente i rapporti fra i due stati, rovinando anche quei messaggi di "pace e libertà" con cui la propaganda kennediana (la cosiddetta Nuova frontiera) intendeva illustrare i propositi del nuovo presidente.

Come conseguenza, Cuba si avvicinò sempre più all'Unione Sovietica, fino a dipenderne del tutto economicamente quando, con una mossa decisamente inadeguata, gli U.S.A. decretarono l'embargo totale nei confronti dell'isola.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO