Legge elettorale: Letta teme accordo Renzi-Berlusconi


Il sistema elettorale spagnolo

, con correttivo maggioritario, sta diventando un incubo per Enrico Letta. La proposta per un'intesa sul modello iberico è stata lanciata da Matteo Renzi, il mese scorso, e sembra aver trovato il consenso di Silvio Berlusconi. A spaventare il nostro premier non è tanto il contenuto di una possbile riforma elettorale, ma la velocità con la quale procede la discussione.

Secondo alcuni rumors, la trattativa tra Denis Verdini e il segretario del Pd prosegue indefessamente, e già entro gennaio si potrebbe arrivare ad un primo voto in commissione. Se tutto dovesse procedere per il verso giusto, non sarebbe peregrina l'idea di un'approvazione definitiva in parlamento entro marzo. Questa ipotesi mette in forte difficoltà il governo, perché ci sarebbe ancora il tempo per sciogliere le Camere e puntare all'election day, il prossimo 25 maggio.

Ovviamente Letta non ha alcuna fretta e parla di un'intesa da raggiungere "entro le europee", proprio per scongiurare il rischio che si voti per le politiche nel 2014. Se l'esecutivo riuscisse a superare la primavera, si sarebbe assicurato altri 6 mesi di vita. Dal 1° luglio scatta il semestre di presidenza Ue per l'Italia, e fino alla fine dell'anno non potremo permetterci di aprire una crisi di governo.

Dunque, in questo momento parrebbe tutto appeso alla trattativa Pd-Forza Italia.
La segreteria del partito di Berlusconi si riunirà domani e discuterà, per l'appunto, di riforma elettorale. Ricordiamo che il leader "decaduto" non ha mai fatto mistero del suo desiderio di tornare al voto al più presto. E un sistema spagnolo (con una soglia di sbarramento su base provinciale o circoscrizionale) sarebbe l'ideale, perché danneggerebbe il Nuovo Centrodestra di Alfano.

Tuttavia le insidie sull'argomento sono molte. Bisognerà, in primo luogo, tenere conto delle incipienti motivazioni della Corte Costituzionale intorno alla sentenza anti-Porcellum di dicembre.

Ricordiamo che, per quanto si è potuto comprendere finora, Renzi propone un sistema spagnolo proporzionale, con un forte correttivo maggioritario. Le circoscrizioni sarebbero 118 ed ognuna assegnerebbe 4-5 seggi, con una soglia di sbarramento al 5% (non si sa ancora bene se su base nazionale o su base circoscrizionale). Le preferenze, inoltre, dovrebbero sostituire le attuali liste bloccate. La differenza maggiore con il sistema spagnolo, tuttavia, sarebbe l'aggiunta di un premio di maggioranza del 15% (la cui costituzionalità è tutta da verificare).

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