Gefahrengebiet ad Amburgo: in Germania è stato di polizia

La polizia blinda e presidia una vastissima zona di Amburgo. Autobus di linea convertiti in questure mobili e controlli a tappeto: istituita la "zona ad alto rischio"

Dal 21 dicembre scorso il quartiere Sternschanze della città di Amburgo vive una realtà che sembra uscita direttamente da un libro di George Orwell: #Gefahrengebiet la chiamano i tedeschi su Twitter, gefahrengebiet (letteralmente "zona di pericolo") la chiama anche la Polizia di Amburgo che, dopo aver letteralmente blindato una vasta zona della città perquisisce a tappeto, effettua fermi, arresti, interrogatori, dichiara coprifuoco e "raccomanda" ordini alla popolazione, affermando di dover fronteggiare una vera e propria emergenza sicurezza.

Nella grande Germania della grande coalizione di Angela Merkel la prima vera emergenza della "nuova" amministrazione è fronteggiare, in realtà, una vera e propria emergenza umana: il problema è nato quando le autorità tedesche hanno deciso di chiudere Rote Flora, la "Lampedusa d'Amburgo", un ex-teatro di quartiere trasformatosi in un centro sociale nel 1989 e sotto sfratto dal 21 dicembre scorso (anche qui pochi furono a parlarne, tra i quali il nostro Ecoblog), nonostante la nuova proprietà (che acquisì la struttura nel 2001) avesse manifestato intenzioni differenti sul destino del centro.

Il 28 dicembre un duro scontro tra un gruppo 20-30 manifestanti con alcuni agenti di pubblica sicurezza (secondo la polizia i manifestanti avrebbero attaccato la caserma Davidwache di St. Pauli, versione rispedita al mittente da molti attivisti) ha definitivamente fatto degenerare la situazione, facendo propendere il Comune e la Polizia per la linea dura, inaspritasi definitivamente il 4 gennaio scorso.

Rote Flora è, in verità, solo un pretesto: in realtà i "problemi", in città, sono cominciati in ottobre, quando la polizia ha cominciato ad effettuare controlli a tappeto, perquisizioni e fermi di polizia spesso ingiustificati. A scatenare l'innalzamento del livello di guardia, secondo chi oggi si trova a vivere in stato d'assedio, sarebbe stato l'arrivo ad Amburgo del gruppo "Lampedusa ad Amburgo", 300 rifugiati (70 provenienti da Lampedusa) senza alcun riconoscimento giuridico che temono di essere rispediti, da un momento all'altro, a casa loro.

In una città che, sopratutto negli ultimi mesi, il costante flusso di migranti irregolari ha creato non pochi problemi, essendo Amburgo uno dei porti commerciali principali in Germania, il clima era teso già da parecchi mesi, anche per colpa dei numerosi sfratti eseguiti nel quartiere, in cui vivono molte persone indigenti occupando gli stabili non in uso.

L'ampiezza della "zona rossa", la cosiddetta gefahrengebiet, rende piuttosto bene l'idea della massiccia operazione di cui stiamo parlando:

Secondo lo Spiegel online nella zona vivono "decine di migliaia di persone" che oggi non possono circolare liberamente, dovendo esibire i documenti (e dare spiegazioni convincenti) ogni volta desiderino entrare o uscire dalla zona rossa, all'interno della quale non sarebbero comunque ammessi giornalisti, fotografi e chiunque altro non sia residente all'interno della zona rossa.

La Polizia di Amburgo presidia costantemente la Gefahrengebiet del quartiere Schanze: domenica mattina, scriveva il Der Spiegel citando fonti della Polizia, erano 200 i cittadini esaminati ai controlli e per 70 di questi le autorità avevano emesso una "restrizione di circolazione": "azioni preventive di lotta alla criminalità" le ha definite il primo rapporto della Polizia di Amburgo che però impedisce la circolazione delle automobili, crea uffici di Polizia mobili sfruttando gli autobus di linea (cui è impedita la circolazione), perquisisce ed arresta senza alcun genere di mandato, procede agli sfratti degli occupanti senza alcun ordine del giudice.


Una deriva degli eccessi di pubblica sicurezza che fa preoccupare se guardiamo verso est, verso quel pezzo di Europa che ancora non è Unione (come l'Ucraina, la Bielorussia, l'Azerbaijan) ma che vorrebbe tanto diventarlo: una deriva che non può toccare la libertà individuale, non può smussare i diritti civili che i cittadini tedeschi (tutti) hanno conquistato faticosamente dopo il 1989, forse non del tutto, un po' come altrove. Certo è che deve far riflettere anche l'atteggiamento politico del Bundestag, che non discute del metodo e fraintende il merito, spaccandosi ed isolando letteralmente Verdi ed FPD su posizioni non garantiste, ma semplicemente civili.

Foto | Tom W. su Twitter

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