Cannabis, Manconi annuncia un ddl

Il senatore del PD Manconi annuncia un disegno di legge per depenalizzare la cannabis. Vendola si dice d'accordo

Certamente è un caso, ma il tweet dell'assessore leghista lombardo all'agricoltura Giovanni Fava sembra poter avere aperto un interessante dibattito sulla depenalizzazione del consumo di cannabis.

Il senatore del Partito Democratico Luigi Manconi, presidente della Commissione parlamentare per i Diritti Umani, ha annunciato entro breve la presentazione di un disegno di legge in materia di coltivazione e cessione della cannabis e dei suoi derivati:

"Dopo trent'anni di fallimenti della politica proibizionista in tutto il mondo, che ha portato solo ampliamento del mercato e del numero di consumatori, carcerizzazione di massa e sofferenze sociali, si è avviata finalmente una riflessione da parte di molti enti pubblici e di alcuni stati nazionali."

Il ddl prevede la non punibilità della coltivazione per uso personale di cannabis e della cessione di piccoli quantitativi dei suoi derivati finalizzata all’immediato consumo personale. Nel testo originale sarà previsto il ripristino della distinzione del trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e droghe pesanti, cancellato dalla legge Fini-Giovanardi, in previsione della completa cancellazione delle sanzioni amministrative per i consumatori dei derivati della cannabis.

Proprio ieri sembrava che anche nella Lega Nord si potesse aprire un dibattito sulla liberalizzazione dell'uso e della vendita di cannabis, dibattito però silenziato sul nascere dal segretario Matteo Salvini, dopo l'errore 2.0 commesso dal collaboratore di Roberto Maroni, troppo celere nel retwittare quel pensiero "pro-cannabis" dell'assessore Fava.

Quest'oggi il dibattito sembra invece prendere la strada maestra di Roma, anche se in molti hanno già tentato, negli anni (su tutti giacciono come lettera morta i ddl presentati nella scorsa legislatura da Rita Bernardini, attualmente segretario di Radicali Italiani) di proporre un'apertura seria, scientifica e liberale in materia di cannabis e derivati. Un tema sul quale è però intervenuto anche Nichi Vendola, affidando al solito Twitter il suo pensiero in materia:


Ci sono però posizioni sulle quali occorrerà lavorare ancora per un bel po': il Dipartimento delle Politiche Antidroga, un ente pubblico che vigila e monitora andamento e consumo nel mercato degli stupefacenti, delineandone i rischi per la salute pubblica, ha emanato un comunicato nel pomeriggio, pubblicato sul sito del Ministero della Salute, che mira a chiudere definitivamente la porta al nuovo tentativo di dibattito:

"La cannabis, usata oggi da almeno un giovane su cinque e al centro del dibattito politico per le proposte di liberalizzazione, è tutt’altro che innocua, anzi ha vasti effetti nocivi. [...] Spesso sono considerate droghe innocue. Ma i derivati della cannabis (marijuana e hashish) hanno un’ampia gamma di effetti nocivi. Danneggiano l’apparato respiratorio e quello immunitario, rendendo più fragile quindi l’organismo di chi ne fa uso alle aggressioni di agenti esterni. Causano l’aumento del battito cardiaco (tachicardie) e mal di testa. [...] L’assunzione in dosi elevate può comportare l’insorgere di paranoie e manie di persecuzione. Se consumata per lunghi periodi, la cannabis può dar luogo a quella che è definita sindrome amotivazionale, un disturbo caratterizzato da distrazione, apatia, riduzione delle attività, incapacità di gestire nuovi problemi, compromissione del giudizio e delle abilità comunicative."

Certo è che questa è una linea più politica che medica, posta alla base della nascita del Dipartimento da chi lo creò (Giovanardi) e portata avanti da chi lo continua a dirigere (il prof. Giovanni Serpelloni), confermata però già mesi fa dal governo Letta come ufficiale.

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