Elezioni Europee 2014: Tutti i partiti euroscettici dell'Unione


La credibilità dell'Unione Europea è in forte calo presso i cittadini dei vari Stati. Aumento della disoccupazione, crisi dei debiti sovrani e politiche di austerity hanno fortemente indebolito l'immagine della Ue e delle sue istituzioni. Ciò, inevitabilmente, ha prodotto un aumento nei consensi di quei partiti nemici della moneta unica, della libera circolazione e di misure che indeboliscono la sovranità nazionale.
Ovviamente tra queste formazioni politiche ci sono anche marcate differenze, alcune si collocano su posizioni più conservatrici, altre hanno inclinazioni nazionaliste e xenofobe. Ma resta il fatto che hanno degli obiettivi comuni: politiche protezionistiche e forte limitazione dell'immigrazione.

Tra i detrattori della Ue ci sono anche i partiti di sinistra radicale. Rispetto alle formazioni populiste e di destra, i partiti post-comunisti e di ispirazione no global, però, sembrano meno capaci di incidere sull'elettorato (fatta eccezione per il partito di sinistra greco Syriza).

Se i partiti euroscettici, come temono molti analisti e politologi, riuscissero a capitalizzare la maggioranza dei 751 seggi in palio alle prossime elezioni, ci sarebbero conseguenze che non potrebbero essere sottovalutate. L'Europarlamento, difatti, diventerebbe ingovernabile.
Ricordiamo, inoltre, che l'assemblea neoeletta a Bruxelles dovrà nominare il nuovo Presidente della Commissione, ovvero il governo dell'Unione.

Di seguito vi presentiamo le formazioni euroscettiche "più temute" alle prossime elezioni, fatta eccezione del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, già note ai nostri lettori.

Francia-Front National

Marine Le Pen ha aggiornato l'immagine del FN, mettendo da parte il linguaggio vetero fascista di suo padre Jean Marie. Nemica giurata dell'euro, dei diktat della Bce, propone il ritorno al franco. Pur usando un vocabolario meno razzista rispetto a quello paterno, è favorevole a normative molto restrittive in materia di immigrazione. Ha già convinto il partito di destra olandese, Partij voor de Vrijheid, a partecipare ad un nuovo soggetto politico per le prossime elezioni: Alleanza Europea per la Libertà. Le Pen vorrebbe riunire sotto lo stesso cartello elettorale anche i Democratici svedesi, la Fpo austriaca, il Vlaams Belang belga e la Lega Nord (il 15 dicembre scorso la leader del FN ha inviato un messaggio di adesione al congresso dei padani). Alle ultime elezioni FN ha ottenuto il 17% dei voti, ed ora ci sono alcuni sondaggi che la danno addirittura sopra i socialisti del premier Hollande.

Olanda-Partij voor de Vrijheid (Partito per la Libertà)

Il leader del partito populista PVdP è Geert Wilders, abile affabulatore è stratega politico. Le sue posizioni ricalcano quelle di Marine Le Pen, anche se la sua provenienza politico-culturale è riconducibile al liberal-conservatorismo, e non all'estrema destra come nel caso della leader francese. Sebbene in molti gli avessero sconsigliato un'alleanza con il Fornte Nazionale, ha voluto lo stesso provarci. I sondaggi per ora gli danno ragione, il suo partito si attesta al 20% dei consensi su scala nazionale. Se questi dati fossero confermati, alle prossime consultazioni il PVdP potrebbe diventare il primo partito olandese.

Gran Bretagna-United Kingdom Independence

Nigel Farage è il leader dell'Ukip. La formazione conservatrice non ha mai fatto mistero di voler portare la Gran Bretagna fuori dall'Unione Europea. Alla luce della crisi economica e del forte attaccamento inglese alle proprie tradizioni, l'Ukip ci ha messo poco a far breccia nell'elettorato. Alle ultime elezioni ha riscosso il 23% dei consensi (contro il 25% dei Tories). Inoltre ha recentemente trovato un importante "sponsor", che finanzierà la campagna elettorale in vista delle elezioni di primavera: il tycoon Paul Sykes. Il premier Cameron, molto preoccupato per l'avanzare del partito concorrente, ha proposto all'opinione pubblica un referendum popolare per decidere sulla permanenza di Londra nella Ue.

Austria-Freiheitliche Partei Österreichs (Partito della Libertà Austriaco)

Heinz-Christian Strache, successore di Jorg Haider, è il leader dell'Fpö, partito nazionalista e di destra populista (non è membro di alcun partito politico o movimento europeo). Alle elezioni per il rinnovo del parlamento nel 2013 il Fpö ha ottienuto 20,55% dei voti. L'Istituto Market lo accredita attualmente come primo partito austriaco, con il 25% dei consensi.

Belgio- Libertair, Direct, Democratisch e Vlaams Belang

Il leader di Ldd è Jean-Marie Dedecker. Questa formazione politica è favorevole al libero mercato, alla derugulation e nemica della burocrazia di Bruxelles. Alle elezioni europee del 2009 ha conquistato un solo seggio. Altro partito euroscettico fiammingo è il Vlaams Belang, che persegue un'ideologia etnonaziolista e contraria a qualsiasi ingerenza della Ue negli affari interni.

Svezia-Sverigedemokraterna (Democratici Svedesi)

Partito nazionalista e di estrema destra, dichiaratamente contrario all'euro (la Svezia non ne fa parte). Ha riscosso molti consensi (anche tra la classe media) dopo la rivolte degli immigrati delle periferie di Stoccolma, Göteborg e Malmö. Secondo la stampa, gode anche delle simpatie del Nordic Reich Party svedese, di fede neonazista.

Grecia-Alba Dorata

Leader del partito neonazista greco è Nikólaos Michaloliákos (attualmente in carcere). Alle ultime elezioni, la formazione di estrema destra ha ottenuto il 7% dei voti. Alba Dorata professa un'ideologia razzista e ultra nazionalista. I suoi cavalli di battaglia in economia sono la nazionalizzazione delle banche e la cancellazione del debito delle famiglie greche. E'molto critica nei confronti dell'Unione Europea, ma non è favorevole all'uscita dall'euro. Ultimamente i sondaggi la danno in ribasso a causa degli scandali che l'hanno coinvolta. Ricordiamo, a tale proposito, l'omicidio del rapper di sinistra ellenico, Pavlos Fyassas, da parte di un militante del partito di estrema destra.

Altre formazione euroscettiche

In Germania, dopo il deludente risultato delle elezioni federali, è in ascesa Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania). Potrebbe dare filo da torcere alla Csu in Baviera (ora nel governo di coalizione). Propone un referendum per uscire dall'euro e la creazione di unioni monetarie alternative. In Finlandia si registra la presenza del partito Perussuomalaiset (Veri Finlandesi), fortemente nazionalista. Alle elezioni europee del 2011 ha ottennuto l'11% dei consensi. In Danimarca la bandiera dell'antieuropesimo è sventolata dal Dansk Folksparti (Partito Danese del Popolo), difensore dell'identità nazionale e contrario alle politiche sull'immigrazione di Bruxelles. Infine segnaliamo il partito ungherese Jobbik Magyarországért Mozgalom (Movimento per una Ungheria Migliore). E' una formazione di ispirazione fascista ed antisemita. Elod Novak, parlamentare del Jobbik, è passato agli onori della cronaca per aver bruciato, nel 2012, una bandiera europea alla fine di un comizio.

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