Bossi: "Dopo l'approvazione del federalismo potrei fare anche il bracciante"

Per capire fino in fondo il desiderio spasmodico di federalismo che tormenta Umberto Bossi da anni è assolutamente necessario leggersi l’intervista che oggi il Senatur, dopo il bagno di folla di Firenze (alla Festa del Pd), rilascia al Giornale.

L’accordo con la sinistra, fa capire il leader del Carroccio non è necessario perché i numeri la maggioranza li ha e non c’è nemmeno in agguato - come è accaduto per la devolution - lo spettro del referendum in quanto è vietato sulle norme fiscali ma un’eventuale intesa, “è un bene per tutti” perché, in effetti, di mezzo ci sono Regioni e Comuni che non sono certamente tutte in linea col Governo. E, dato che poi, saranno loro a gestire direttamente la riforma non è il caso di “incendiare gli animi”.

Ma, dicevamo del desiderio spasmodico di Bossi pronto, addirittura, a mollare il ministero attualmente a suo appannaggio (quello delle riforme) dopo l’approvazione del federalismo e a cederlo, nel caso l’Udc approvasse il provvedimento, a Pier Ferdinando Casini. E che vuole fare Bossi senza ministero?, chiede Sabrina Cottone. E lui, meraviglioso: “Anche il bracciante”. D’altronde, dice testualmente, "meglio non essere ministro". Berlusconi dovrebbe preoccuparsi?

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