Grillo si scaglia contro la privatizzazione di Poste Italiane


Numerose agenzie di stampa, in settimana, hanno riportato la notizia della privatizzazione di una buona parte di Poste Italiane. I rumors, però, non hanno destato l'interessamento dei politici nostrani, fatta eccezione di Beppe Grillo.

Oggi, dal suo blog, il leader del Movimento 5 Stelle ha usato toni molto accesi riguardo all'ipotesi di messa sul mercato della società che si occupa della gestione del servizio postale. Scrive Grillo a riguardo: "Capitan Findus Letta mette in vendita il 40% delle Poste Italiane dopo 150 anni dalla loro fondazione. Neppure Giolitti e Mussolini avevano osato tanto. La giustificazione è di aprirsi al mercato, di migliorare il servizio, di seguire (siete pregati di non sganasciarvi dalle risate) le orme della Royal Mail inglese. Un paragone imbarazzante, con tutto il rispetto è come voler paragonare il cioccolato con la cacca. Qualunque privatizzazione in Italia ha aumentato i costi e diminuito il livello di servizio, oltre a ingrassare le finanze degli acquirenti privati".

Per l'ex comico, siamo davanti ad un'altra svendita in stile Telecom. Inoltre la privatizzazione del 40% (cifra riportata da fonti governative all'agenzia Reuters) dovrebbe portare nelle casse del tesoro appena 4 miliardi euro, somma considerata irrisoria da Grillo: "meno della metà dell'incremento medio mensile del debito pubblico. Una goccia.".

La notizia della messa sul mercato delle Poste è trapelata in seguito ad una riunione a Palazzo Chigi, a cui hanno partecipato Filippo Patroni Griffi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, viceministro dello Sviluppo Economico, l’amministratore delegato di Poste, Massimo Sarmi, oltre ai dirigenti del Tesoro. Pare che Sarmi si sia mostrato disponibile ad una cessione di quote di minoranza della società, mentre in passato si era detto contrario alle "cessioni spezzatino" di Banco Posta e Posta Vita.

Di certo non sarà difficile trovare investitori, Poste Italiane rimane una realtà molto solida nel settore delivery. A tale proposito, ricordiamo che la società si è confermata al quarto posto nella edizione 2013 della "World's Most Admired Companies," stilata da Fortune, rivista che tratta di business globale. Inoltre si deve evidenziare che le nostra compagnia postale, dal punto di vista finanziario, gode di ottima salute: 5,65 miliardi di euro di patrimonio netto, di cui 2,53 di disponibilità liquida.

E' probabile che la cessione del 40% di Poste si inserisca in un quadro più ampio: il piano di privatizzazioni, annunciato lo scorso novembre, da Enrico Letta. Tale piano prevede una dismissione di quote societarie (di aziende pubbliche) da 10-12 miliardi di euro. Questa somma dovrebbe in parte ridurre il debito del 2014 e in parte ricapitalizzare la cassa depositi e prestiti. Pacchetti azionari di Sace e Grandi Stazioni, Enav, Stm, Fincantieri, Cdp Reti ed Eni, duqnue, dovrebbero essere ceduti nell'anno corrente. Il programma di privatizzazioni, secondo alcuni, sarebbe nato dall'esigenza di tranquillizzare la Commissione Ue, dopo le perplessità sollevate sulla Legge di Stabilità.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO