Ore 12- La "sicurezza" del filo spinato

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A Lampedusa c’è chi sta “spaparanzato” a godersi mare e sole e c’è chi lavora. Più o meno come da tutte le altri parti del Belpaese. Ma qui si stanno tirando su barriere di filo spinato attorno al centro, si stanno allestendo ronde con nuovi vigilantes privati.

Il sindaco dell’Isola, Bernardino de Rubeis, ben spalleggiato dalla sua vice, la senatrice leghista Angela Maraventano, ha lanciato l’allarme. Preoccupano gli ultimi ripetuti e massicci sbarchi di migranti, la fuga di due di questi. Quindi si passa alle misure d’emergenza. Per proteggere i turisti, chiosa il primo cittadino.

L’opposizione (Pd) rassicura, affermando che sia a Lampedusa che al Centro di primo soccorso e accoglienza, non c’è nessuna emergenza: né di carattere igienico-sanitario, né di ordine pubblico, e accusa il sindaco di manie di protagonismo, di pensare ad altri interessi legati al business (ma quali?), più che alla sicurezza dei villeggianti e al futuro dell’isola.

La gente del posto, con il sindaco che grida al lupo! Al lupo!, è preoccupata e allarmata. Anche se i turisti aumentano di giorno in giorno, almeno “quanto” gli sbarchi dei migranti.

Forse l’allarme “intenerirà” il governo, pronto ad approvare e a sostenere nuove misure straordinarie, a emanare altre ordinanze urgenti, ad allargare la borsa spendendo altri soldi in nome della “sicurezza”.

In ballo c’è l’immagine di un’isola straordinaria. E anche la faccia dell’Italia. Non si capisce bene, anche qui, a che gioco si gioca. Di sicuro non è un bel gioco. Sembra proprio una partita truccata.

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