Alfano prepara la risposta di Ncd al Job Act di Renzi: “meno tasse, meno regole”

E' quasi pronto il testo della risposta di Alfano e Ncd al discusso Job Act di Matteo Renzi. Ecco i dieci punti illustrati da Sacconi.


Dopo il Job Act di Matteo Renzi è in arrivo la versione di Angelino Alfano, che proprio stamattina al termine del seminario di Ncd a Savelletri, in provincia di Brindisi, ha tenuto una conferenza stampa che è stata l’occasione perfetta per criticare la proposta di Renzi, definita “una proposta timida”, almeno nella sua versione al momento conosciuta:

Il Pd ha fatto sul lavoro una proposta timida, noi chiediamo al Partito democratico di non proporci idee del Novecento.

Per questo il Nuovo Centrodentra si è dato da fare per preparare quella che lo stesso Alfano ha definito una una proposta più moderna e più avanzata, articolata in dieci punti che verranno presentati al Premier Letta:

Il nostro testo è pronto e la prossima settimana lo offriremo al premier al quale ribadiremo che il sostegno al governo è legato alla stipula di un contratto che possa fare il bene dell'Italia. […] Per noi è essenziale che ogni euro tagliato alla spesa pubblica e produttiva con il piano Cottarelli, la cosiddetta spending review, venga dato per la diminuzione delle tasse sul lavoro.

Il testo unico è ancora in fase di completamento, ma Maurizio Sacconi, presidente dei senatori del Ncd, si è preso la sbriga di illustrare questi dieci punti:


  1. ”eliminare la mobilita' in deroga e sostituire progressivamente la cassa integrazione in deroga con l adesione al sistema assicurativo per la protezione del reddito dei lavoratori da parte dei settori oggi esclusi come larga parte del terziario, incluse tutte le aziende dei servizi pubblici locali”

  2. ”trasformare tutti i sussidi (incluse le forme di cassa integrazione dopo 18 mesi) in dote per il datore di lavoro che assume il sussidiato, automaticamente tenuto ad accettare la prima offerta 'congrua' pena la perdita del sussidio, o per lo stesso lavoratore se da luogo ad una attività autonoma”

  3. ”garantire, attraverso un accordo Stato-Regioni per l'impiego dei fondi europei, il coordinamento dei servizi al lavoro attraverso la fusione di Isfol e Italia Lavoro, il ruolo dell Inps come tecnostruttura di tutti, un voucher-opportunity a tutti i senza lavoro affinche' lo spendano liberamente presso servizi di orientamento, formazione e collocamento, pubblici e privati, sulla base dell'effettivo risultato occupazionale”

  4. ”ridurre il cuneo fiscale sul lavoro attraverso le economie della spending revew, a partire dal ripristino delle piu' favorevoli soglie di detassazione del salario di produttivita' (6 mila euro di salario e 40 mila di reddito ) e di criteri semplificati”

  5. ”semplificare la regolazione dei rapporti di lavoro ripristinando le modalita' di assunzione introdotte dalla legge Biagi e cancellando le relative correzioni della legge Fornero; eliminando la rigida disciplina delle mansioni; superando il divieto delle tecnologie di controllo”

  6. ”rilanciare l apprendistato come fondamentale contratto di ingresso a tutela progressiva, semplificando i progetti formativi e assegnando la certificazione delle competenze acquisite anche ai consulenti del lavoro e alle associazioni di categoria, senza vincoli di omogeneita' con il repertorio nazionale delle professioni e con gli standard dei contratti collettivi (con contestuale abrogazione delle relative disposizioni della legge Fornero)”

  7. ”promuovere l'utilizzo del contratto a tempo indeterminato abrogando l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che deve operare solo nei casi di licenziamento discriminatorio, la' dove per le ulteriori ipotesi di licenziamento illegittimo e' tempo che il nostro Paese si posizioni su quanto avviene in tutti gli altri ordinamenti giuridici che prevedono congrue forme di indennizzo del lavoratore”

  8. ”semplificare il contratto a termine la cui utilita' permane in relazione non solo alle esigenze della stagionalita' e della sostituzione di assenze temporanee ma anche a quelle piu' generali connesse all'incertezza che condiziona il futuro dell imprese”

  9. ”promuovere il libero coinvolgimento dei lavoratori nella vita dell'impresa con particolare riferimento alla partecipazione all'azionariato e agli utili, senza determinare obbligatoriamente confusione nelle responsabilita' gestionali”

  10. ”favorire la contrattazione di prossimita' (aziendale, interaziendale, territoriale) e quella individuale (ove assistita e certificata) in modo che, sulla base dell'art. del DL 138/11, possano adattare le regole generali del rapporto di lavoro, definire quote aggiuntive di salario, disporre forme integrative di protezione sociale, assumere la clausola di ricorso all'arbitrato - che va finalmente reso effettivo - alternativo al percorso giudiziale nel caso di contenzioso”

Il testo dovrebbe essere completato entro la prossima settimana, quindi non mancheremo di fargli le pulci e illustrarvelo come già fatto con la bozza del Job Act di Renzi.

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