Fusione Pd-Sel? La retromarcia di Vendola, i pro e i contro

Per il momento resta solo un'ipotesi per il futuro, che prima potrebbe passare per la federazione in ottica elettorale.

Pd e Sel stanno per fondersi assieme? È ancora presto per dirlo, ma certo è che le parole che Repubblica ha attribuito a Nichi Vendola ("Quando sarà il momento Sel si scioglierà in qualcosa d'altro"), e che - sempre secondo il quotidiano di Ezio Mauro - saranno alla base del congresso che si terrà tra una decina di giorni, hanno fatto drizzare le antenne a parecchi. Soprattutto perché con l'arrivo di Renzi alla segreteria, si pensava che Vendola avrebbe provato a portarsi via l'elettorato più a sinistra del Pd e che meno soffre il sindaco di Firenze.

E invece si torna a parlare di una fusione tra Pd e Sel, come fu anche per la fusione (poi svanita) tra il Pd di Veltroni e l'Italia dei Valori. Evidentemente la "logica maggioritaria" del Partito Democratico (almeno in potenza) funziona. Ma come farà Vendola a mantenere una sua autonomia, considerando che negli ultimi tempi il suo partito (che peraltro esprime sindaci importanti, come Pisapia a Milano o Doria a Genova) - secondo i sondaggi politici - viaggia sotto il 3% e sulla testa del governatore della Puglia piovono ancora polemiche sul caso Ilva?

L'obiettivo potrebbe essere quello di creare un correntone di sinistra assieme a Fassina & co. che punti a riprendersi la guida del partito (in una logica "americana" sicuramente salutare), ma il rischio è che l'esperienza di Sel svanisca nel nulla, perdendo quelle caratteristiche civiche e ambientaliste che nel Partito Democratico solo sporadicamente trovano cittadinanza. L'aspetto più positivo, viceversa, sarebbe che la fusione segnerebbe una netta inversione di tendenza rispetto allo scissionismo che da tempo immemore imperversa nella sinistra italiana (e non solo).

Nel gioco dei favorevoli e contrari, per il momento si registrano due voci tanto importanti quanto discordi. La prima è proprio quella di Matteo Renzi, che non si tira indietro affermando: "Perché no? Io sono per il bipartitismo". La voce discorde è invece proprio quella di Vendola, che sembra aver fatto marcia indietro: "La linea politica di Sinistra Ecologia Libertà la decide Sel. Entrare nel Pd? No, grazie". Che succede? Che molto probabilmente l'idea - almeno per il momento - del leader di Sinistra Ecologia e Libertà non è quella di una vera e propria fusione, ma - come infatti scriveva Repubblica - potrebbe essere quella di una federazione, un cartello elettorale che unisca i due partiti in tempo di elezioni. Qualcosa di ancora più forte di una coalizione, e che soprattutto eviterebbe brutti scherzi come quello avvenuto dopo le elezioni del febbraio scorso.

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