Funerali di Sharon, massima sicurezza per i leader mondiali presenti all'ultimo saluto

Cerimonia funebre alla Knesset, il parlamento israeliano, e sepoltura nel Ranch dei Sicomori.

Oggi alla Knesset, il parlamento israeliano, è il giorno dei funerali di Stato di Ariel Sharon, l'ex primo ministro morto a 85 anni dopo otto anni di coma seguiti a un infarto. Da tutto il mondo sono arrivati leader o ex leader mondiali o loro rappresentanti, per questo l'esercito ha elevato l'allerta nella zona del Neghev occidentale.

Ieri, secondo quanto riportato dalla tv Canale 10, sono stati sparati due missili da Gaza verso il mare, giusto per dare una dimostrazione di forza, e un razzo proprio verso il Neghev. L'Ap riferisce che Israele avrebbe mandato un avvertimento ad Hamas dicendo che oggi non sarebbe il giorno giusto per testare la loro pazienza e dunque si spera che non ci siano altri lanci di razzi. Anche perché il luogo in cui Sharon sarà sepolto, il suo Ranch dei Sicomori, è piuttosto vicino in linea d'aria a Gaza.

Prima di arrivare alla fattoria, la salma di Sharon sarà portata a Latrun, a ovest di Gerusalemme, dove nel 1948 l'ex premier israeliano rischio la vita nei combattimenti per l'indipendenza del suo Paese, sarà dunque salutato dai comandanti delle forze armate.

In Israele per il funerale si sono presentate diciotto delegazioni internazionali. Per gli Stati Uniti non c'è Barack Obama, ma il suo vice Joe Biden, mentre è presente l'ex primo ministro inglese Tony Blair. Per la Germania è arrivato il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier.

Durante la cerimonia alla Knesset Biden ha detto:

"La sicurezza del suo popolo è stata sempre la missione incrollabile di Arik (così era soprannominato Sharon, ndr), un inviolabile impegno per il futuro degli ebrei. Come tutti i leader storici, ha avuto una stella polare dalla quale non ha mai deviato: la sopravvivenza dello stato di Israele e del popolo ebraico"

Sharon è stato incensato anche dall'attuale primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, nonostante i trascorsi non proprio idilliaci:

"Uno dei più grandi generali che il popolo ebraico e le forze armate israeliane hanno mai conosciuto. Arik era un uomo pragmatico e questo pragmatismo era incardinato dentro una profonda passione e sentimento per il popolo ebraico"

e dal presidente Shimon Peres:

"Era la spalla sulla quale poteva poggiarsi la sicurezza della nazione. Un amico, un leader e un generale un uomo della terra e protesse questa terra come un leone, diventando una leggenda militare"

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