USA 2012: indagata l'azienda fondata da Romney


In piena campagna elettorale per le presidenziali, e a due giorni dalla chiusura della convention di Tampa che ha incoronato ufficialmente Mitt Romney sfidante di Barack Obama, sulle elezioni Usa si abbatte un fulmine di quelli che potenzialmente cambiano il corso del voto. Potenzialmente perché la portata della notizia è ancora da valutare e i media americani per ora ci vanno cauti, ma andiamo con ordine.

Il New York Times, citando una fonte anonima, scrive che il procuratore di New York Schneiderman avrebbe aperto un'indagine su alcune società finanziarie tra cui la Bain Capital, l'azienda fondata da Mitt Romney e che il candidato repubblicano ha dato in gestione a un blind trust per la norma sul conflitto di interesse. L'accusa è di quelle pesanti: evasione fiscale per centinaia di milioni di dollari, abusando di una legge chiamata "rinuncia alla commissione". Si tratta di una pratica per cui le società convertono le commissioni per la gestione di fondi finanziari in capitale reinvestito, per cui c'è una tassazione più conveniente.

C'è da dire che Romney non è accusato di nulla, e che la rinuncia alla commissione è una pratica permessa dalla legge purché non se ne abusi, e che se ne sia abusato sta al procuratore dimostrarlo. Però l'argomento è di quelli che possono cambiare il giudizio dell'elettorato su un candidato, non importa se penalmente o legalmente non ci siano accuse. Soprattutto per quanto riguarda la questione del fisco, Romney è particolarmente vulnerabile: i democratici lo stanno dipingendo come uno squalo della finanza che licenziava lavoratori accumulando capitale, e Romney stesso ha rifiutato di rendere pubbliche le sue dichiarazioni dei redditi del passato e i suoi investimenti nei paradisi fiscali.

Lo staff di Romney respinge le accuse, dichiarando che il repubblicano è un "partner in pensione" della Bain Capital, di cui però riceve i profitti da alcuni dei fondi sotto accusa. Ma i repubblicani sono passati al contrattacco mettendo nel mirino il procuratore Schneiderman, che è un democratico e lavora in alcune commissioni dell'amministrazione Obama. Secondo loro, il procuratore sta conducendo un'indagine senza basi ma solo per danneggiare l'immagine di Romney (anche se va detto che sono molte le società coinvolte nell'inchiesta). Insomma, se fossimo in Italia si parlerebbe di "giustizia a orologeria".

Foto | ©TMNews

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