Carlo Maria Martini grande elettore di papa Ratzinger?

Carlo Maria Martini grande elettore di papa Ratzinger?

Non c'è dubbio che la morte del cardinal Carlo Maria Martini è trattata al pari di quella di un papa: notizie, approfondimenti, video, foto (soprattutto della salma esposta sul catafalco). Il “come se” fosse papa viene declinato diversamente a seconda di come la si vede: per qualcuno è un “purtroppo non è stato papa”, per altri “per fortuna che non lo è stato”.

Da più parti si è detto e scritto (lo abbiamo fatto anche noi di Polisblog) che, nel corso dell'ultimo conclave che ha visto l'elezione a pontefice di Joseph Ratzinger, il cardinal Martini abbia fatto confluire sul candidato tedesco i voti che sarebbero stati per lui. Abbiamo citato, in proposito, l'opinione dello storico del cristianesimo Alberto Melloni che sostiene sia stato “Martini a portare a Ratzinger gli ultimi voti necessari, quindi ne è stato un grande elettore”.

Non tutti la pensano così: secondo alcuni illustri vaticanisti, questa sarebbe una bufala bella e buona per il semplice fatto che Carlo Maria Martini avrebbe ricevuto così pochi voti da non poter influenzare un bel niente. John L. Allen jr, vaticanista del settimanale progressista statunitense National Catholic Reporter, nel suo libro The rise of Benedict XVI scrive:

Per la maggior parte dei cardinali la teoria che Martini si sia formalmente ritirato dalla corsa sembra essere stata un esercizio “ex post” fatto tra i progressisti storditi, alla ricerca di qualche spiegazione per come l’elezione di Ratzinger possa essere accaduta così velocemente.

Il problema di questi dati – sia quelli che vogliono Martini come grande elettore di Ratzinger, sia quelli che negano questa possibilità – è che sono anonimi. Possono essere ricostruzioni del tutto serie, ma mai nessuno dei cardinali che avrebbe parlato (il germe del corvo è insito nelle mura vaticane) lo confermerà. Il motivo è messo nero su bianco nella Costituzione Apostolica Universi Dominici gregis “circa la vacanza della Sede Apostolica e l'elezione del Romano Pontefice”. Tale Costituzione Apostolica regola minuziosamente come ci si deve comportare dalla morte del papa all'elezione del successore ed è stata promulgata da papa Giovanni Paolo II il 22 febbraio 1996.

Carlo Maria Martini grande elettore di papa Ratzinger?Ai numeri 59-60-61 leggiamo:

59. È proibito ai Cardinali elettori di rivelare a qualunque altra persona notizie, che direttamente o indirettamente riguardino le votazioni, come pure ciò che è stato trattato o deciso circa l'elezione del Pontefice nelle riunioni dei Cardinali, sia prima che durante il tempo dell'elezione. Tale obbligo al segreto concerne anche i Cardinali non elettori partecipanti alle Congregazioni generali a norma del n. 7 della presente Costituzione.

60. Ordino, inoltre, ai Cardinali elettori, graviter onerata ipsorum conscientia, di conservare il segreto su queste cose anche dopo l'avvenuta elezione del nuovo Pontefice, ricordando che non è lecito violarlo in alcun modo, se non sia stata concessa al riguardo una speciale ed esplicita facoltà dallo stesso Pontefice.

61. Infine, perché i Cardinali elettori possano tutelarsi dall'altrui indiscrezione e da eventuali insidie, che potrebbero essere tese alla loro indipendenza di giudizio e alla loro libertà di decisione, proibisco assolutamente che, per qualunque pretesto, siano introdotti nei luoghi dove si svolgono le operazioni dell'elezione o, se già ci fossero, siano usati strumenti tecnici di qualunque genere, che servano a registrare, riprodurre e trasmettere voci, immagini o scritti.

Se delle norme siffatte sono state scritte, vuol dire che vengono disattese. Però rimane il fatto che nessuno dei cardinali elettori dirà mai pubblicamente chi ha votato chi o cosa sia successo realmente nel Conclave.

In situazioni come queste, dunque, si può dire tutto e il contrario di tutto. Il cardinal Carlo Maria Martini è stato l'uomo del dialogo, a volte anche “estremo” e alla fine, la definizione migliore di chi sia stato Carlo Maria Martini, l'ha data lui stesso:

È stato lui, anni fa, a definirsi in “Conversazioni notturne a Gerusalemme” un Ante-Papa, e cioè «un precursore e preparatore per il Santo Padre», uno insomma che prepara il terreno al Papa e gli indica i problemi da affrontare. Uno, in sostanza, che detta la linea al capo della Chiesa, che gli dice come e in che modo muoversi e agire.

Carlo Maria Martini grande elettore di papa Ratzinger?

Foto | © TM News

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