Il Movimento 5 Stelle, il reato di clandestinità e il timore di Casaleggio

Per i due fondatori, il rischio ora sono le "percentuali da prefisso telefonico".

Il reato di clandestinità contrastato dai senatori del Movimento 5 Stelle e invece difeso da Beppe Grillo e Casaleggio - in un post che fece scoppiare una grossa polemica - è stato ieri al centro del sondaggio sul blog del leader M5S. I risultati si conoscono: 24.932 votanti, tra questi 15.839 utenti si sono espressi favorevolmente all’abrogazione mentre 9.093 vogliono mantenerlo.

Ha vinto quindi l'ala "di sinistra" del Movimento 5 Stelle, quella per l'abolizione (in realtà depenalizzazione) del reato di clandestinità. Il risultato ha colto di sorpresa i vertici del Movimento 5 Stelle? Difficile a dirsi, ma è probabile che Grillo & Casaleggio fossero ben consapevoli del rischio di sottoporre un quesito simile ai fan della prima ora del M5S, quelli che votano nei sondaggi sul blog e che spesso provengono dal mondo dell'impegno civile e ambientalista. Diverso il discorso, molto probabilmente, se invece che 24mila elettori si fossero espressi gli 8 milioni di elettori del Movimento.

E adesso che succede? Ora che ha vinto quella linea che secondo i due fondatori avrebbe portato percentuali da prefisso telefonico, ora che è passata nuovamente l'immagine di un Movimento 5 Stelle di sinistra, qual è il rischio? Un retroscena de La Stampa prova a chiarire il quadro mettendosi nell'ottica di Gianroberto Casaleggio:

Il suo timore è che questa posizione - che pure è effettivamente maggioritaria tra gli iscritti, e tra gli eletti (non solo i parlamentari) - sia controproducente dal punto di vista elettorale. Brutto o bello che sia, questo è un fatto. E, racconta chi gli parla, pensa che il problema dell'immigrazione «andrebbe affrontato con una riforma complessiva» che si occupi di flussi migratori, e anche dei Cie (narrano che Casaleggio non sia a favore dei Cie, anzi), non centrandosi sulla sola questione del «reato».

Insomma, che la cosa potesse finire con un voto che sconfessasse la linea dei fondatori era stato preso in considerazione e considerato comunque meno grave che lasciare la questione aperta, con il rischio che sulla questione i senatori votassero in ordine sparso. Ciò non toglie, però, che i leader del M5S ritengano la vicenda un pericolo, che possa far perdere le simpatie per il movimento a quella parte (difficile da quantificare, ma sicuramente consistente) di elettori del 5 Stelle più lontani da un'anima "terzomondista" e più vicini a un populismo, diciamo così, di stampo leghista.

La questione è riassunta così, sempre su La Stampa:

Preoccupazione per l'elettorato, ma anche una piccola via d'uscita dal prevedibile assedio mediatico. Fermo restando che sul blog hanno ritenuto necessario rassicurare il voto "di destra": «Con l'abrogazione si mantiene comunque il procedimento amministrativo di espulsione che sanziona coloro che violano le norme sull'ingresso e il soggiorno nello Stato».

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