Ore 12 - Alitalia: "frittata" bipartisan? Tanto paga pantalone!

altro
Si torna su Alitalia. E ci si dovrà tornare (tante) altre volte sul piano di salvataggio e privatizzazione che il governo sta per varare nel “chiuso” delle sue stanze e con pochi “intimi” amici.

Che succede? E chi lo sa? Per l’ex compagnia di bandiera tira aria di svolta. Una svolta fatta di scelte importanti, pesanti, irreversibili per il trasporto aereo italiano; per il destino di migliaia di lavoratori; per la stessa legislazione delle politiche industriali, che il governo pensa di cambiare.

Il tutto senza che le parti sociali siano anche solo informate (altro che tavolo di trattativa!) e senza il benché minimo confronto parlamentare. Capito? In sintesi: la cordata degli imprenditori “bipartisan” è pronta a far sua la parte di Alitalia ripulita dei vecchi debiti; 5-7 mila lavoratori saranno licenziati; dura stretta sui contratti per il personale di volo; la nuova società sarà divisa in due (la Newco dei nuovi imprenditori cui verranno cedute le attività operative, quelle che danno profitti e una società “bad company” di “aria fritta” guidata da un commissario di governo per gestire debiti – pagati da pantalone - e licenziamenti.

Ma non è tutto. Il governo modificherà la legge Marzano per consentire agli imprenditori di rilevare aziende in difficoltà (leggi Alitalia) con il massimo di agevolazioni. E, addirittura, l’esecutivo è pronto a varare un indirizzo vincolante per l’Autorità garante per “sorvolare” sulla concentrazione Alitalia-Air One, in barba ai principi della concorrenza.

E l’opposizione? Solo Di Pietro s’infuria. Tace il Pd. O farfuglia. Sarà mica perché si profila un inedito conflitto d’interesse fra Roberto Colaninno (prossimo presidente Alitalia) e il figlio Matteo, ministro per lo Sviluppo economico nel governo ombra del Partito democratico?

Frittata o “vergogna” Made in Italy?

  • shares
  • Mail
16 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO