Grillo e Renzi, se questo è il nuovo ...

Autunno andiamo. Andiamo dove? Con il comico Beppe Grillo che tenta il rilancio con la teoria del complotto, con Matteo Renzi il bischero furbetto che spacca il PD proprio a “casa” di Bersani, costretto a ridere a denti stretti?

Ma quale politica è questa? Sono questi i nuovi leader? Chi parla dello stato comatoso in cui versa il Paese, chi tira fuori uno straccio di progetto di resurrezione per l’Italia? A dominare è il cazzeggio, l’invettiva, lo spalaletame contro tutto e tutti, il brodo di cultura che alimenta l’antipolitica con la rincorsa (per fortuna solo a parole) di un populismo dei primordi del fascismo italiano e tedesco o quello in salsa latina dei dittatori americani extra Usa.

Berlusconi adesso tace. Ha capito, o glielo hanno fatto capire, che non profferire parola è la strategia vincente. Ci pensano gli altri a creare le condizioni tali da portare gli italiani in piazza a gridare: “Silvio, torna!”. Sarà così? Forse no.

Ma Bersani non può usare la stessa impostazione del Cav, lasciare a Renzi e ad altri del Pidì il compito sempre molto ben eseguito: quello di dividere il partito, andando prima a sfiancarsi alle Primarie e poi, con la lingua fuori, giungere senza più gambe nel decisivo gran premio della montagna delle prossime elezioni politiche.

Le primarie, se vere e con vere regole, sono una bella cosa. Ma non sono solo un lusso (un vezzo) per questo Pd e per questa Italia? Il vecchio leader del Psi Pietro Nenni ammoniva i suoi compagni del sole nascente troppo ottimisti: “Piazze piene urna vuote”. Sarà così anche per il Pd? Primarie con i compagni in fila nei gazebo e elezioni con gli italiani chiusi a casa boicottando le urne? L’antipolitica rovina una nazione.

Ma la peggior rovina è la politica che alimenta l’antipolitica, sono i partiti che non hanno ancora mosso un dito per rinnovare se stessi e per avvicinarsi alla gente. I politici (parlamentari in primis) non sono dipendenti pagati dai cittadini: sono i rappresentanti degli italiani nelle istituzioni. Qui sta il nodo da sciogliere per dare un senso alla democrazia, un nuovo mazzo di carte per riaprire la partita senza barare. Grillo? Renzi? Vogliono sostituire i vecchi giocatori. Ma con le vecchie carte truccate.

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