Forza Italia, Giovanni Toti e Berlusconi: il tira e molla continua

Le parole di Fitto costringono il Cavaliere alla retromarcia. E adesso?

Giovanni Toti prenderà o no il ruolo di numero due di Forza Italia, di nuovo delfino di Silvio Berlusconi? La cosa sembrava ormai certa, tanto che per oggi era previsto lo sbarco dei due a Roma per ufficializzare l'incarico (nella veste di coordinatore unico, praticamente di segretario), ma all'ultimo il Cavaliere ha deciso di fare una brusca frenata.

Per quale ragione? Al di là del fatto che negli ultimi anni la leadership di Berlusconi è apparsa sempre più indecisa e che il capo di Forza Italia ormai ci ha abituato a continue giravolte (clamorosa quella in base alla quale decise di votare la fiducia a Letta in extremis), la retromarcia si è resa obbligatoria per scongiurare una ribellione dei veterani del partito, che non hanno mai nascosto la loro insofferenza nei confronti del nuovo arrivato e del suo possibile insediamento al comando.

Ribellione guidata da Raffaele Fitto, che nell'epoca dei volti nuovi e giovani, e della rottamazione, molto probabilmente aspira a diventare il Matteo Renzi del centrodestra (di anni però ne ha 44). E infatti sono state decisive le sue parole di questa mattina al Corriere della Sera: "Berlusconi non mortifichi un intero gruppo dirigente issando alla testa del movimento un giornalista certamente perbene, certamente capace, verso il quale non nutro sentimento diverso dalla stima, ma che credo debba quantomeno dimostrare quale contributo possa dare a FI". Il tutto, va detto, condito da parole del tipo "non sono interessato a nessun incarico" e "Renzi va inseguito sul profilo dei contenuti, non su quello dell'età".

Il Cavaliere ha subito il colpo - è raro d'altronde che i suoi uomini sconfessino così apertamente la linea del capo - e ha deciso di evitare che le ebollizioni sotterranee del partito divenissero esplicite con una dichiarazione chiarissima: “Non ho mai pensato di nominare un coordinatore unico di Forza Italia. Valorizzerò i veterani ma non bisogna temere di aprire il partito a forze nuove”. Resta da capire come fare ad aprire il partito a forze nuove se le porte di Forza Italia sono barricate e presidiate dai falchi.

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