Samaras: "La Grecia dimostra che la Ue funziona"


Antonis Samaras ha presentato, a Strasburgo, il semestre di presidenza greca dell'Unione. Davanti alla plenaria del parlamento europeo, ha dichiarato: "La Grecia dimostra che l'Europa è forte e funziona. Abbiamo mantenuto i nostri impegni e onorato la nostra firma. L'insuccesso non è cadere ma non rialzarsi, ed ora la Grecia è di nuovo in piedi" (Via Ansa).

Il premier ellenico, e leader di Nuova Democrazia, non arretra di un millimetro dalle sue scelte. Le ricette della Troika (Ue-Bce-Fmi) sono giuste, tranne che per alcuni effetti del primo piano di salvataggio. Ma niente di grave, per il leader ellenico, l'emergenza è finita. Inoltre, come dicono in molti, non è escluso che la Grecia possa tornare sui mercati finanziari entro la fine del 2014, quando collocherà titoli di Stato quinquennali da 1,5 o 2 miliardi euro.

Chissà se sta festeggiando anche quel 44%di greci che ha vissuto, nel 2013, con un salario al di sotto della soglia di povertà? (di questi, il 14% ha percepito guadagni al di sotto della soglia di sopravvivenza).
Solo la percentuale di povertà, presente nel paese, basterebbe a descrivere una situazione drammatica, e a ridicolizzare le esternazioni del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso. Ricordiamo che quest'ultimo ha esortato, qualche giorno fa, il popolo greco a "non mollare", per non mettere a rischio i progressi fatti.

Proviamo a dare qualche altro dato. Il debito pubblico si avvicina al 170% del Pil e la disoccupazione è al 27% (del 58% quella dei giovani sotto i 25 anni). Inoltre rimane il problema, assolutamente da non sottovalutare, del buco di bilancio da 1,4 miliardi. Per colmarlo, molto probabilmente, sarà necessario ricorrere a nuovi tagli. Anche perché, se così non fosse, potrebbe non arrivare la nuova tranche di aiuti a fine mese.

I prezzi delle case sono crollati del 50%-70%. Dal 2008 ad oggi, il decremento delle compravendite è stato dell'80% e molte case rimangono vuote. Ad Atene, inoltre, otto condomini su dieci non comprano più gasolio (si ricorre alle stufe a legna). Infine, segnaliamo, che 300 mila famiglie sono state private della fornitura elettrica, perché non ce l'hanno fatta a pagare la tassa sulla casa.

Molti disoccupati hanno perso l'assistenza sanitaria, non potendo così garantire ai loro figli le vaccinazioni. Intanto prosegue fino al 24 gennaio lo sciopero del personale sanitario, dopo la messa in mobilità di 1.000 medici. Fortunatamente, almeno la decisione di introdurre un ticket di 25 euro (per ogni notte di ricovero nelle strutture sanitarie pubbliche) è stata revocata.

Difronte ad una situazione così desolante, segnaliamo che esistono forme di resistenza interessanti. Come sottolineato in un articolo di pressenza.com, in Grecia si riscopre il baratto, comunità autosostenibili, fabbriche autogestite sul modello argentino. Ovviamente tutto ciò non rappresenta la ricetta miracolosa per uscire dalla crisi, ma quantomeno testimonia la volontà di sperimentare in una situazione così depressiva.

Tuttavia, i mercati, incuranti dell'economia reale, sono galvanizzati (basta guardare l'andamento della borsa di Atene). Inoltre, come sottolineato da Ekathimerini (e rilanciato dal sito di Miseria Ladra), la Grecia potrebbe ritornare sui mercati finanziari, avvalendosi dell'aiuto dell'Esm (Meccanismo europeo di stabilità, meglio conosciuto come Fondo salva Stati). Questo potrebbe coprire tra il 33% e il 67% dei prestiti obbligazionari di Stato. Ciò, ovviamente, finirebbe per tradursi in nuove misure di austerity per il popolo greco.

Samaras, intanto, è già in campagna elettorale. Cerca di accreditarsi come il salvatore della patria e il suo partito è una macchina di comunicati contro le "forze eversive e terroristiche", che getterebbero la Grecia nel caos. Per il momento, però, la strategia di Nuova Democrazia non sta pagando molto: il partito di sinistra radicale Syriza rimane in testa nei sondaggi.

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