Direzione Pd di oggi, giovedì 16 gennaio, Renzi: "Riforme o ci spazzano via, ci giochiamo la faccia"

Renzi conferma l'intenzione di voler discutere anche con Berlusconi della riforma elettorale.

È un fiume in piena come sempre Matteo Renzi e alla direzione del Pd a cui è intervenuto per primo ha parlato come se fosse ancora a uno dei comizi tenuti durante la campagna elettorale per le primarie.

Il segretario del Pd si è soffermato in particolare sul tema della legge elettorale, su cui la direzione voterà lunedì, e ha detto che per lui deve avere un paletto, ossia il premio di maggioranza, perché chi vince deve essere messo nella condizione di governare senza ritrovarsi in coalizioni di larghe intese. Renzi ha detto:

"Io ho fatto tutta la campagna elettorale: trovo la sentenza della Corte costituzionale uno straordinario assist per noi. Il punto centrale per noi è un sistema che consenta di governare e questo è il premio di maggioranza. Che tu lo dia al primo o al secondo turno è indifferente dal punto di vista politico"

Renzi ha confermato di essere intenzionato a parlare con Silvio Berlusconi così come sta facendo con tutti gli altri rappresentanti delle forze politiche in gioco, inclusi Crosetto, La Russa e Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia che ha incontrato proprio stamattina. Ritiene dunque che la polemica sul suo incontro con Forza Italia sia "surreale e stravagante" e a chi (Alfredo D'Attorre, un bersaniano) gli ha ricordato che Berlusconi è un pregiudicato e non dovrebbe trattare con lui, il segretario risponde:

"D'Attorre critica il dialogo col 'pregiudicato' Berlusconi, ma non ho visto ministri dimettersi per la sentenza di condanna, li ho visti dimettersi per un 'chi?'"

con un chiaro riferimento a Stefano Fassina. Renzi ha anche detto di non voler cedere al ricatto di chi concede l'accordo sulla legge elettorale e vuole in cambio che si vada a votare già a maggio, per questo ha intenzione di proporre l'abbinamento della riforma della legge elettorale ad altre riforme istituzionali.

Per quanto riguarda la durata del governo, Renzi ha ripetuto quello che ha sempre detto, cioè che l'esecutivo Letta va avanti finché "fa le cose", ma lo rimprovera per la lentezza e dice che occorre darsi una mossa sulle riforme altrimenti "saremo spazzati via e tutti ci addebiteranno la colpa del fallimento".

Direzione Pd di oggi, giovedì 16 gennaio: tra i temi caldi l'incontro Renzi-Berlusconi


Alle 16 di oggi pomeriggio, giovedì 16 gennaio, in via S. Andrea delle Fratte numero 16, si terrà la riunione della direzione del Pd e la carne al fuoco è davvero tanta.

Si parlerà delle proposte che la segreteria guidata da Matteo Renzi ha elaborato nel corso degli incontri tenuti nelle settimane scorse tra Roma e Firenze, e tra tutti il tema più caldo è quello della legge elettorale su cui il segretario vuole imporre una netta accelerata, come già sta tentando di fare praticamente da quando è stato eletto lo scorso 8 dicembre (anzi, già durante la campagna elettorale per le primarie).

Il problema principale è che Renzi, che nei giorni scorsi ha incontrato alcuni dei leader degli altri partiti come Alfano, Casini, Vendola e Verdini, ora vorrebbe parlare direttamente con Silvio Berlusconi, ma una parte consistente del Pd, i cosiddetti "bersaniani" capeggiati dal suo rivale alle primarie Gianni Cuperlo, si oppone.

Renzi vorrebbe strappare a Berlusconi un impegno concreto non solo per la legge elettorale, ma anche, più in generale, sulle riforme istituzionali, compresa dunque l'abolizione del Senato che non dispiacerebbe neanche a Forza Italia, sostenitrice di un modello simile a quello della Spagna. Il timore dei bersaniani è che se l'incontro Renzi-Berlusconi dovesse andare bene e i due leader trovarsi d'accordo sui temi principali, potrebbero costituire un guaio per il governo Letta.

Dal canto loro, Cuperlo e soci vogliono che Renzi scelga un modello per la legge elettorale, in particolare uno che preveda il doppio turno, come chiede anche il Nuovo Centro Destra di Alfano. Il segretario non sembra ostile a questa proposta, ma vorrebbe che il ballottaggio sia previsto solo se una delle coalizioni non raggiunge una certa soglia.

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