Renzi, oggi prima Direzione Pd. Bersaniani&C con la baionetta in canna?

Oggi pomeriggio alle 16 – diretta streaming - si svolgerà a Roma la prima riunione della Direzione del Partito Democratico dopo le primarie dell’8 dicembre che hanno portato Matteo Renzi sulla tolda di comando.


Il clima interno è surriscaldato, è questa non è una novità per un partito in fibrillazione permanente. In un mese si è passati da una conduzione a ruote frenate e piena di contraddizioni della segreteria Bersani al rullo compressore di Renzi. In questo il “rottamatore” è stato ed è pienamente coerente con quanto promesso sin dall’inizio della sua scalata al Pd. Un bene o un male per il pidì, per il governo Letta, per il Paese?

A onor del vero, c’è da precisare che i tanti annunci del sindaco non hanno ancora trovato conferma da fatti tangibili. Tant’è che Matteo ha precisato ieri su twitter: "Questa e la prossima sono settimane decisive sul serio. Accetto scommesse!". Una replica fumosa e debole a chi sottolinea che questa è la 'trentasettesima settimana decisiva' annunciata dal segretario per la riforma eletterale e per altre riforme.

Oggi si capirà meglio se le minoranze (non la minoranza) interne si limiteranno a qualche scaramuccia partendo magari dalle recenti dimissioni dal governo di Stefano Fassina – un modo come un altro per marcare il territorio – o se daranno al neo segretario affamato di riflettori e di risultati tutta la corda che lui chiede, fino a rimanerne strozzato da solo. Oppure se dopo il tiro dell’artiglieria leggera dei bersaniani-boys tuonerà l’artiglieria pesante dei vecchi leoni rottamati dal sindaco.

Certo è che il confronto sulla nuova legge elettorale rischia di essere deflagrante, non solo perché la materia è una patata bollente, ma soprattutto perché le grandi manovra portate avanti da Renzi possono ridar vita allo spennato Silvio Berlusconi, con tutte le conseguenze del caso. Addirittura sarebbe in agenda un meeting Renzi-Berlusconi nella sede Pd del Nazareno, di fronte al quale – l’ex nemico number one, pregiudicato, che sale le scale della sede pidì - non si sa se ridere o spernacchiare.

Sulla legge elettorale, i 'cuperliani' vanno in avanscoperta di altri spezzoni delle minoranze ribadendo la preferenza per il doppio turno: a questo punto, dopo che la Consulta ha dato vita a un sistema che, con le preferenze, ridà ai cittadini il potere di scelta non si fanno passi indietro con accordi con Berlusconi per sistemi, come lo spagnolo, che mettono tutto nelle mani del segretario che può 'scegliersi' i parlamentari.

Altro nodo su cui accendere le micce in Direzione è il rapporto Renzi-Letta. "Il governo – questa la tesi dei bersaniani& C - non può essere sostenuto dalla minoranza Pd. O Renzi si riconosce nel governo o non va avanti".

Insomma, Renzi è atteso alla sua prima prova del fuoco. Gli va dato atto che la Direzione in streaming è, oltre che un atto di coraggio, anche un segnale forte di democrazia. A meno che lo scaltro segretario non intenda con ciò intimorire i suoi oppositori.

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