Piemonte, chiesto il rinvio a giudizio per Cota e 37 consiglieri

Roberto Cota

Questa mattina i pm Giancarlo Avenati Bassi, Enrica Gabetta e Andrea Beconi, che stanno indagando sullo scandalo "rimborsopoli" nella Regione Piemonte, hanno chiesto il rinvio a giudizio per il governatore Roberto Cota e 37 consiglieri regionali con l'accusa di peculato.

Per Mercedes Bresso e Monica Cerutti, invece, è stata chiesta l'archiviazione, così come per Fabrizio Comba, Giampiero Leo, Gianluca Vignale, Luca Pedrale, Fabrizio Biolè, Davide Bono, Eleonora Artesio, Antonino Boeti, Davide Gariglio, Stefano Lepri, Giuliana Manica, Angela Motta, Rocco Muliere, Aldo Reschigna, Gianni Ronzani e Gianna Pentenero. Gli atti della procura sono stati inviati agli uffici del giudice per le indagini preliminari e saranno dunque valutate le richieste dei pm e poi fissata la data dell'udienza, presumibilmente entro la primavera.

L'inchiesta è stata avviata nel 2012 per indagare sulle spese pazze sostenute dai consiglieri con i soldi provenienti dai fondi dei gruppi consiliari regionali. Sono stati coinvolti in tutto 56 consiglieri con le ipotesi di reato di peculato, truffa e finanziamento illecito ai partiti.

Sulla base delle indagini della Guardia di Finanza su scontrini e tabulati telefonici, i magistrati hanno poi circoscritto la loro inchiesta a 43 consiglieri, cui hanno inviato gli avvisi di garanzia negli scorsi mesi.

(In aggiornamento)

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