Matrimoni gay o unioni civili? Lo scontro Vendola - Bindi

Le Elezioni politiche 2013 si avvicinano, sulla carta l'alleanza fra Sel e il PD sembra inevitabile, ma la distanza su alcuni temi rimane incolmabile. Non parliamo di politica economica, ma di diritti civili. Mentre il paese si avvita in una crisi che appare difficilmente risolvibile Rosy Bindi e Nichi Vendola non trovano di meglio da fare che rendere evidente la frattura sulla questione dei matrimoni fra persone dello stesso sesso.

La Festa Democratica di Reggio Emilia ha ospitato un dibattito nel quale la frattura è apparsa evidente. La Bindi ha promesso:

Noi regoleremo le unioni civili, anche quelle omosessuali. Credo che dobbiamo fare insieme su questa scia un grande sforzo italiano per dare finalmente non mezzi diritti, ma diritti. E ritengo debba essere un impegno. Il Pd lo ha già assunto e lo porterà avanti nella prossima legislatura.

D'altra parte la presidente dell'assemblea del PD fu fra le principali promotrici di DICO, il compromesso all'italiana sul modello dei PACS francesi, che non venne mai approvato dal parlamento che sosteneva (si fa per dire) il Governo Prodi fra il 2006 e il 2008. A Vendola, però, non basta. Il governatore pugliese, leader di Sel, ha riconosciuto i meriti delle Bindi, ma ha spiegato:

L'agenda dei diritti civili e sociali va scritta insieme, io non voglio stare in un acronimo. A 54 anni voglio dire che mi voglio sposare con il mio compagno. Rivendico questo, come cittadino, come persona e come cristiano voglio poter vivere una discussione vera e chiedere al mio Stato e alla mia Chiesa per quale motivo progetti d'amori non possono essere liberati da un tappo di Medioevo che tante volte ha ferito la nostra vita.

Per quanto riguarda il dibattito fra Nichi e "la sua Chiesa" meglio evitare qualsiasi commento, fatto sta che l'idea del leader di Sel cozza con i compromessi proposti dalla Bindi (che sul tema, nel PD, non è certamente la più conservatrice.

Prendiamo quello che è possibile, si dice, ma è con questa logica che abbiamo uno standard di diritti civili da repubblica islamica, perché abbiamo rinunciato a una battaglia di principio. Invece voglio poter dire anche in Italia che abbiamo diritti interi e non dimezzati.

La Bindi risponde senza remore: "Le unioni civili possiamo portarle avanti", ma è la "Costituzione italiana" che spiega chiaramente come "non sia pensabile l'istituto del matrimonio, come stabilito anche da una recente sentenza della Corte costituzionale". Solito muro contro muro, insomma.

Foto | © TM News

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