Riforma della sanità, i medici pronti allo sciopero


Il "decretone" Balduzzi per la riforma della sanità non è ancora arrivato in Consiglio dei ministri e già è al centro delle polemiche: prima per alcune delle misure contenute (come la tassa sulle bevande gassate, che sembra in procinto di essere cancellata), ora per la mobilitazione di medici di base, ambulatoriali e pediatri, che si preparano a scioperare. L'obiettivo della protesta non è però il governo ma le Regioni, che hanno chiesto delle modifiche al decreto.

E proprio contro le modifiche si sono mobilitati i tre maggiori sindacati dei medici convenzionati, FIMMG, SUMAI e FIMP. Tra le modifiche contestate c'è in particolare quella che cambierebbe il rapporto di lavoro dei medici e dei pediatri di famiglia convenzionati: mentre oggi sono liberi professionisti, le Regioni vorrebbero trasformarli in dipendenti, con la possibilità di spostare personale delle Asl e degli ospedali negli studi di medicina generale. Una norma che, dicono i sindacati, cambierebbe il rapporto tra medico e paziente e creerebbe difficoltà anche ai professionisti che si vedessero trasferiti da un reparto di ospedale a uno studio convenzionato.

Ma le richieste delle Regioni contestate dai sindacati non finiscono qui. Nella lettera inviata lo scorso fine settimana dagli assessori regionali alla sanità al governo c'è anche la richiesta di non rendere obbligatoria l'aggregazione dei medici di base e di rivedere i criteri di valutazione dei dirigenti. Inoltre i sindacati denunciano che le proposte degli assessori regionali, oltre a peggiorare il servizio ai pazienti, porteranno un aumento della spesa del Servizio sanitario nazionale. Le Regioni però difendono le loro posizioni, e l'assessore del Veneto, Coletto, chiede ai sindacati di sedersi al tavolo delle trattative e trovare una soluzione.

Il calendario. Domani sarà un giorno fondamentale per il cammino del decreto Balduzzi. Alle 10.30 si riunirà la Conferenza delle regioni in cui si cercherà di chiudere gli ultimi accordi, e sempre domani è in programma il Consiglio dei ministri in cui dovrebbe essere discussa la riforma della sanità. Tra le ipotesi c'è quella di scorporare le parti più controverse del decreto, come la questione del rapporto di lavoro tra medico e Regione, trasformarndole in un disegno di legge da sottoporre direttamente al giudizio del Parlamento. I medici però chiedono al governo una presa di posizione chiara per mettere fine alla mobilitazione.

Foto |© TMNews

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