USA 2012: tutto pronto per la convention democratica


Si aprirà stasera la convention democratica di Charlotte, North Carolina, che ha il compito di rispondere all'evento repubblicano della scorsa settimana, ma soprattutto di riprendere il discorso interrotto dalla convention 2008 di Denver, che fu un momento fondamentale per la campagna elettorale che portò Barack Obama alla Casa Bianca. In un momento in cui il vantaggio del presidente su Romney si è praticamente azzerato, da Charlotte deve partire la riscossa democratica.

Ad aprire la convention sarà Michelle Obama, il cui gradimento ormai supera notevolmente quello del marito, e a lei spetterà il compito di catturare il voto femminile dopo l'intervento strappalacrime di Ann Romney a Tampa. Il "keynote speech", il discorso programmatico della convention, è stato invece assegnato al giovane sindaco di San Antonio Julian Castro, astro nascente del partito che dovrà calamitare i voti dei "latinos". E magari ripetere l'exploit di Obama, che nella convention del 2004 proprio grazie al "keynote" si fece conoscere dalla platea nazionale.


Poi toccherà a Bill Clinton, ancora molto amato dai democratici, mentre mancherà dalla convention Hillary, che molto probabilmente lascerà il posto di Segretario di Stato anche qualora Obama dovesse vincere le elezioni. Per lei si prospetta un ruolo di prestigio internazionale, oppure l'inizio della corsa alle primarie 2016. Molto atteso anche l'intervento del governatore del Maryland Martin O'Malley, un altro degli emergenti del partito, mentre sotto la voce "star" saranno per l'attrice Eva Longoria, anche se nessuno si aspetta che risponda all'intervento di Clint Eastwood sul palco di Tampa.

La chiusura della convention spetterà ovviamente al presidente Obama, chiamato in un certo senso a reinventare la propria immagine. Non può più presentarsi come uomo della speranza, e dovrà spiegare perché le sue promesse di 4 anni fa non sono state realizzate: ad ascoltarlo ci saranno anche molti ragazzi di OccupyWallStreet, che nel 2008 lo votarono in massa. E dovrà rispondere anche ai repubblicani che lo accusano di non essere interessato alla crisi delle famiglia e dell'occupazione. Più ingrigito e meno popolare di 4 anni fa, Obama dovrà convincere quella fetta di elettori indecisi che, soprattutto negli stati in bilico (tra cui la North Carolina) saranno fondamentali per conquistare la Casa Bianca.

Foto |© TMNews

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