Medio Oriente: Israele convoca quattro ambasciatori, anche quello italiano

Ieri l'Unione Europea aveva convocato gli ambasciatori israeliani disapprovando la decisione di Tel Aviv di costruire nuove case per i coloni.

Netanyahu in Giordania

Israele vuole chiarimenti e convoca quattro ambasciatori, quello spagnolo, quello britannico, quello francese e quello italiano. Il ministero degli Esteri, guidato da Avigdor Lieberman, non ha preso bene le posizioni espresse sul conflitto israelo-palestinese. Secondo i media, le posizioni dei quattro Paesi "non sono equilibrate" e ciò potrebbe pregiudicare le trattative attualmente in corso.

Ieri Netanyahu aveva bacchettato l'Unione Europea per aver convocato a sua volta gli ambasciatori israeliani per comunicare loro la disapprovazione rispetto alla decisione di Tel Aviv di rilanciare la costruzione di nuove case per coloni in Cisgiordania. Netanyahu aveva definito "ipocriti" questi giudizi. Quella di oggi è dunque una sorta di rappresaglia.

Queste le parole di Netanyahu ieri nell'incontro con la stampa estera: "Quando mai l'Ue ha convocato rappresentanti palestinesi per denunciare l'incitamento contro Israele o la partecipazione al terrorismo? E' giunta l'ora di smetterla con questa ipocrisia". Ieri, Netanyahu aveva incontrato anche il Re di Giordania Abdallah: "Nelle trattative in corso con i palestinesi le questioni di sicurezza sono drammatiche e complesse e riguardano anche la Giordania, Paese con cui intratteniamo ottimi rapporti. E vogliamo garantire che quel confine resti tranquillo. Questa è una delle nostre richieste".

L'ex ministro palestinese degli Esteri, Nabil Shaath, ha replicato che l'Anp si oppone strenuamente alla permanenza dell'esercito israeliano lungo i confini giordani: "Sarebbe un'altra forma di occupazione. I palestinesi potrebbero accettare, nella valle del Giordano, una presenza militare internazionale provvisoria fino a quando Israele si senta sicuro". Israele avrebbe presentato anche un'altra richiesta ai palestinesi, secondo la radio militare di Tel Aviv: l'annessione - previo acquisto - di un'area equivalente al 13 per cento della Cisgiordania (che includerebbe l'insediamento di Beit El e il settore ebraico di Hebron).

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