Sondaggi politici: il Pd scende. Fine dell'effetto Renzi?

Stabili Forza Italia e Movimento 5 Stelle.

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I sondaggi politici trasmessi stamane ad Agorà mostrano quelli che potrebbero i primi segnali di un'inversione di tendenza: il Partito Democratico per la prima volta da parecchio tempo scende. Difficile capire se la colpa sia da cercare in un Matteo Renzi che si sta "normalizzando" o più probabilmente nel governo Letta, che sta deludendo sempre più gli italiani e che è comunque un governo guidato e sostenuto in primis proprio dal Pd; fatto sta che il Pd scende di uno 0,9 e arriva al 30,4%.

Niente di preoccupante, il partito resta comunque sopra la quota 30 che così tanto significa per i leader politici e soprattutto è proprio in queste ore che si deciderà l'andamento del Pd nelle prossime settimane. Se dal lavorio renziano uscirà davvero la nuova legge elettorale (magari una buona legge elettorale) il partito non potrà che guadagnarne.

Tanto più che gli avversari non è che si approfittino chissà quanto di questa battuta di arresto: il Movimento 5 Stelle rimane al 22,3% (praticamente identico a settimana scorsa), idem Forza Italia, che perde tre decimali (statisticamente parlando, nulla) e arriva al 21,2%. Quello che sembra, quindi, è che se anche la stella di Renzi si appannasse, non è che quella di Beppe Grillo o di Silvio Berlusconi tornerebbe a splendere maggiormente.

Tra i partiti minori l'unico che al momento supererebbe una soglia di sbarramento al 4% è il Nuovo Centrodestra di Alfano. Che ci riuscirebbe per un pelo, visto che si trova esattamente al 4%. Da segnalare come il tanto rumore fatto dalla Lega Nord in questi giorni paghi, visto che il partito di Salvini arriva al 3,8% crescendo di quasi mezzo punto. Salgono un po' anche Sel (3%) e Fratelli d'Italia (2,5%).

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