Datagate: Obama sull'NSA, discorso deludente. Piace solo alla stampa italiana

Il Presidente U.S.A. chiamato a prendere una posizione definitiva sull'NSA. Le anticipazioni del discorso.

Barack Obama NSA datagate

Il discorso del Presidente Barack Obama sull'NSA e le contromisure che avrebbero dovuto arrivare per contenerne lo strapotere, è stato estremamente deludente, nonostante le aspettative e i lanci della stampa italiana che – come ormai accade quotidianamente – travisa e semplifica la realtà (a volte viene il dubbio che accada in malafede, ma qualcuno disse, un giorno, di non scambiare la cialtroneria per malafede).

Obama, tanto per cominciare, ha esercitato una difesa a catenaccio dell'NSA:

«Non abusano della loro autorità per ascoltare le vostre telefonate private o per leggere le vostre mail»

ha detto il Presidente (qui, il testo integrale del discorso).

«Non possiamo disarmare unilateralmene le nostre agenzie di intelligence»

ha continuato Obama, che non ha mancato di citare «l'orrore dell'11 settembre», ma si è dimenticato di elencare tutte le palesi violazioni delle più elementari garanzie della privacy del cittadino che il Guardian, lo Spiegel, il Washington Post hanno documentato in questi mesi, da quando sono iniziate le "rivelazioni" di Edward Snowden.

In sostanza, Barack Obama non ha stoppato un bel niente.

La lettura di Holmes Wilson, cofondatore del gruppo Fight for the Future, che si occuopa di diritti digitali, ha riassunto così il messaggio di Obama (via Guardian):

«Obama ha appena detto al mondo: 'Continueremo ad hackerarvi in ogni modo possibile, e a raccogliere tutti i dettagli elettronici delle vostre vite. Ma fidatevi di noi. L'America non vi farà del male'».

Eppure, Obama aveva promesso che le cose sarebbero cambiate. Cos'è cambiato?

«Primo, ho approvato una nuova direttiva presidenziale per le nostre attività di intelligence» ha detto obama «in patria e fuori. [...] Si farà in modo di prendere in considerazione le nostre esigenze di sicurezza, ma anche le esigenze dei nostri alleati, dei nostri partner commerciali, degli investitori, le preoccupazioni delle compagnie americane, la privacy e le libertà basilari. E cambieremo i nostri obiettivi di intelligence su base annuale, in modo che queste attività siano regolarmente controllate dal team di sicurezza nazionale».

E poi?

Poi il Presidente ha promesso più trasparenza (in particolare in materia di de-classificazione di pareri della Corte a proposito delle operazioni delle agenzie di intelligence); dovrebbero arrivare alcune restrizioni rispetto alla Section 702 (che consente intercettazioni indiscriminate all'estero, senza bisogno di aver ricevuto segnalazioni o sospetti di attività che possono compromettere la sicurezza nazionale americana).

Davvero poca cosa (e tutte le veline italiche che parlavano di "stop alle intercettazioni", be', farebbero bene a ritrattare, se non altro per dovere nei confronti dei loro lettori).

Discorso di Obama sull'NSA: anticipazioni

US President Barack Obama speaks regardi

Oggi, 17 gennaio 2014, giorno del cinquantesimo compleanno della sua consorte, Barack Obama deve tenere un discorso a proposito dell'NSA e dello scandalo scoppiato in seguito alle rivelazioni di Snowden.

E' in vista una svolta clamorosa nel Datagate? Sembrerebbe (quasi) di sì.

Obama, infatti, secondo le anticipazioni del New York Times, sarebbe orientato verso un netto stop ai superpoteri dell'NSA.

Secondo la fonte anonima citata dal NYT

«Il Presidente dirà che ordinerà una transizione che porrà fine al programma Section 215 così come è operativo e lo trasformerà in un programma che ne preservi l'operatività di cui abbiamo bisogno senza che il governo debba conservare i dati [...] Il Presidente crede che il programma sia importante per la lotta contro il terrorismo, ma che dovremmo essere in grado di mantenere la nostra operatività senza violare la privacy e le libertà dei cittadini»

Obama dovrebbe poi porre un freno anche al potere senza limiti dell'NSA e fare in modo che

«le agenzie di intelligence debbano ottenere il permesso di una corte segreta (la Fisa court, ovvero la Unitet States Foreign Intelligence Surveillance Court) per poter indagare nel database delle telefonate registrate (questo passaggio intermedio non esisteva e non è mai esistito fin da quando è iniziato il programma di controllo di massa, nell'ottobre del 2001, sotto la spinta dello shock dell'11 settembre, ndr)».

Tutto bello? Tutto risolto? Non proprio. Perché per ora i dati fin qui raccolti rimarranno comunque in possesso del governo degli Stati Uniti.

E quello di Obama è un tampone provvisorio. Primo, perché dovrà comunque sentire il Congresso, visto che ogni cambiamento in merito allo stato attuale delle cose, con l'NSA in grado di fare il bello ed il cattivo tempo sulle comunicazioni di tutto il mondo con qualunque mezzo, potrebbe richiedere un procedimento legislativo.

Secondo, perché non ci sono di mezzo solamente i cittadini americani (che pure sono molto sensibili al tema), ma anche i capi di stato e i cittadini di mezzo mondo.

(in aggiornamento)

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