Chiusura Alcoa, tre operai su un silo mentre Casini polemizza con Alfano e Bersani

La situazione dello stabilimento di Portovesme in Sardegna della multinazionale americana leader della produzione d'alluminio, la Alcoa, torna al centro dell'agenda politica. Il 10 settembre una manifestazione porterà a Roma 500 operai, praticamente l'intera forza lavoro impiegata nello stabilimento che si oppone alla chiusura dello stesso.

Gli americani hanno deciso: in Italia l'energia elettrica costa troppo, la UE aveva ordinato nel 2009 la restituzione allo Stato di 270 milioni di euro considerati "aiuti di Stato" proprio destinati a calmierare i prezzi dell'approvvigionamento elettrico necessario alla lavorazione dell'alluminio. Da allora non sono stati fatti passi avanti significativi, per i vertici dell'azienda il problema della spesa per energia è decisivo e la chiusura diventerà operativa nel giro di poche settimane. Si tratta di "un'ottima scusa" o la verità?

Difficile dirlo, ma diventa impossibile non notare come la Alcoa goda all'apparenza di ottima salute dal punto di vista finanziario e abbia chiuso il 2011 con un utile netto pari a oltre 600 milioni di dollari ed un utile operativo superiore al miliardo di dollari. Ad ogni modo le decisioni dell'azienda sono insindacabili e la chiusura dello stabilimento di Portovesme è un problema "vecchio". I lavoratori non si arrendono e tre operai si sono asserragliati sul tetto di un silo a 70 metri d'altezza e minacciano atti di autolesionismo. La Sardegna ribolle e dopo la protesta della miniera di carbone del Sulcis si apre un nuovo fronte.

La politica come risponde? A parole i leader dei partiti sono tutti al fianco degli operai, anche i tre che sostengono più convintamente il governo Monti. Alfano ha promesso un intervento immediato per far pressione sul ministro Passera rispetto al problema del costo dell'energia: "Se davvero l'Italia vuole attrarre investitori internazionali la questione ineludibile è quella del contenimento dei costi dell'energia, condizione essenziale per garantire competitività".

Intanto Casini polemizza proprio con il segretario del PDL e con Bersani.

Abbiamo incontrato una delegazione dell'Alcoa che avrebbe preferito avere un incontro con tutti e tre. Evidentemente qualcuno ha ritenuto più opportuno un incontro separato. Per me questa è un'occasione persa, sarebbe stato meglio, di fronte a una questione che riguarda il mondo del lavoro, dare una prova unitaria.

Insomma, il leader dell'UDC lamenta l'assenza dei suoi colleghi di maggioranza nell'incontro. Polemica sterile vista la mancanza di soluzioni al problema dello stabilimento e l'assenza, al momento, di leve efficaci per convincere gli americani a cambiare idea sulla chiusura.

Foto | © TM News

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