Berlusconi e Renzi, profonda sintonia dopo l’incontro di ieri: i dubbi di Cuperlo e Alfano

Lungo incontro tra il leader di Forza Italia ed il segretario del Partito Democratico: "profonda sintonia" tra i due

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Aggiornamento 19 gennaio 2014, ore 12.10: mentre Renzi e Berlusconi sono in accordo per una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico, qualcuno non sembra convinto di questa unione, né dei piani in programma.

E’ il caso di Gianni Cuperlo, presidente del PD, che in un’intervista a Repubblica ha sottolineato come da tempo Silvio Berlusconi

non dominava le prime pagine per il suo ruolo politico mentre tra ieri e oggi è tornato a farlo.

Il merito è tutto di Matteo Renzi, che a suo dire vuol cambiare il Paese, ma lo spauracchi del ritorno al piano politico degli ultimo 20 anni si è rifatto vivo. Che si facciano le riforme, dice Cuperlo,

me lo auguro con tutto il cuore. Ma, dio non voglia, che il prezzo da pagare sia resuscitare sul piano politico chi abbiamo combattuto negli ultimi 20 anni.

Poi, a margine di un incontro a Caltagirone, il presidente del PD ha dichiarato:

Il premier valuti con il capo dello Stato, nel rispetto assoluto delle sue prerogative, la possibilità di dar vita ad un nuovo governo per il 2014 che riesca a ricostruire il rapporto di fiducia e autorevolezza con il Paese.



Anche Angelino Alfano, ex braccio destro di Berlusconi, non ha visto di buon occhio questa nuova intesa e ha prontamente tuonato:

Si scordino di fare la legge elettorale senza noi. Non possono farla e non la faranno. Si scordino anche di farla contro di noi, perché non siamo un piccolo partito.

Berlusconi: "Accordo con Renzi"

In una nota pubblicata sul sito forzasilvio.it il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi ha espresso soddisfazione dopo il colloquio di oggi pomeriggio con il segretario del Pd Matteo Renzi. Berlusconi, come anche Renzi appena un'ora prima, si è detto contento dell'accordo raggiunto, in particolare sulla legge elettorale e sulla riforma del titolo V della Costituzione, sulla quale ha espresso garanzie al Partito Democratico in merito all'appoggio parlamentare da parte di Forza Italia.

Un "cambiamento di rotta" del Pd, lo definisce Berlusconi, che sembrerebbe far spostare di molto l'asse delle alleanze in Parlamento.

"Nell’incontro di oggi ho espresso la soddisfazione di Forza Italia per il metodo scelto dal Partito Democratico per avviare un rapido e costruttivo confronto sulle riforme istituzionali.
L’accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico.

Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa.
Durante il nostro colloquio, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all’azione dell’esecutivo, e auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini, ho garantito al Segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione.

Due riforme indispensabili, urgenti e necessarie per ridare efficienza al nostro sistema istituzionale, per ridurre drasticamente i costi della politica e modernizzare il Paese. Si tratta di riforme che il centro-destra da me guidato ha sempre ricercato e che la nostra maggioranza aveva approvato in Parlamento già nel 2006, ma che fu la sinistra a vanificare, attraverso un referendum, interrompendo così il percorso di rinnovamento avviato.
Siamo quindi lieti, oggi, di prendere atto del cambiamento di rotta del Partito Democratico."

Nella nota Berlusconi ha spiegato come la linea di Forza Italia resti uguale nella sostanza, ribadendo l'auspicio di andare presto a nuove elezioni, e certamente il fianco offerto al Pd sulla legge elettorale, solleticando anche il segretario Renzi su questo, potrebbe permettere al Parlamento di concretizzare, finalmente, gli infiniti proclami sul tema legge elettorale.


La conferenza stampa di Matteo Renzi

Alle 19:12 è cominciata la conferenza stampa di Matteo Renzi, sintetica per via del treno che il segretario deve prendere verso Firenze.

"Ho chiuso oggi un giro molto bello e significativo di incontri con tutte le forze politiche che si sono rese disponibili a discutere insieme.
C'è una profonda sintonia tra le proposte che il PD ha espresso alle primarie e le proposte che abbiamo avuto modo di discutere oggi con Silvio Berlusconi e Gianni Letta a nome di Forza Italia su tre temi molto delicati: la riforma del titolo V, con modalità tecniche che saranno presentate nei prossimi giorni e che comunque vanno nell'ottica di dare un segnale sia di natura costituzionale che di recupero, di risparmi, con l'abolizione dei rimborsi ai consigli regionali e delle indennità ai consiglieri regionali. [...] La trasformazione del Senato in Camera delle Autonomie, ponendo come paletti le non indennità per i senatori, per i quali non ci deve essere elezione diretta: una grandissima riforma costituzionale attesa da 70 anni. C'è sintonia profonda con Forza Italia su questo.
Terzo, c'è sintonia sulla legge elettorale, verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli: su questo abbiamo condiviso con Forza Italia l'apertura anche ad altre forze politiche, sulla possibilità di scrivere questo testo. Presenteremo il testo alla direzione del PD affinchè si possa votare già lunedì alle 16. [...]"

Sul modello di legge elettorale, piccato dai cronisti, Renzi risponde:

"Sulle modalità non ci resta che attendere il lavoro che presenteremo lunedì: speriamo di poter fare un buon lavoro. E' un modello che punta alla governabilità, ad eliminare il potere di veto dei piccoli partiti e che sia aperto al contributo di chi vorrà starci. Oggi abbiamo fatto un passo serio su questo."

Sul piano della comunicazione "social" l'unico segno di vita che compare sulla bacheca del segretario democratico è un retweet al sottosegretario Erasmo De Angelis:


Berlusconi e Renzi si incontrano nella sede del Pd

Aggiornamento 18:45 - Ha lasciato la sede del Nazareno alle 18:40 circa, prendendo un'uscita secondaria, il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, dopo il lungo incontro (durato oltre due ore), con il segretario democratico Matteo Renzi. Per il momento nulla è trapelato sull'esito dell'incontro.

Berlusconi ha lasciato il Nazareno in auto senza rilasciare dichiarazioni accompagnato da Gianni Letta. Ad attenderlo nel cortile di Palazzo Grazioli c'era Denis Verdini.

Alle 19, presso la sede del Partito Democratico, si terrà una conferenza stampa.

Aggiornamento 17:44 - L'attesa del termine dell'incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi è rotta dai cronisti che, fuori la sede del Pd, tentano di scaldarsi alla bell'e meglio; sul piede di guerra invece ci sono i negozianti di via S. Andrea delle Fratte e di largo del Nazareno, che lamentano una compromissione degli affari nella giornata di oggi.

Il servizio d'ordine dei Carabinieri ha, in questi minuti, chiesto l'abbassamento delle saracinesche dei negozi per questioni di sicurezza, misura che dovrebbe durare lo stretto necessario per permettere all'ammiraglia di Berlusconi di dirigersi nuovamente verso via del Corso e, infine, nuovamente a palazzo Grazioli (Renzi, che si è recato a Roma in treno "da solo" ha affermato di aver percorso il tragitto dalla stazione Termini alla sede del Pd "a piedi").

Aggiornamento 17:02 - E' in corso la riunione tra i leader di Pd e Forza Italia, che nella sede democratica di Roma a via del Nazareno discutono di legge elettorale e riforme istituzionali.

Sopra ai due leader ed ai loro più stretti collaboratori campeggia una famosa fotografia di Alberto Korda, il fotografo ufficiale dei primi anni del regime castrista, che ritrae Castro e Guevara intenti in una partita di golf.

Aggiornamento 16:09 - Sono in quattro, tutti chiusi dentro la stanza del segretario del Partito Democratico: Matteo Renzi e Lorenzo Guerini in quota centrosinistra e Silvio Berlusconi e Gianni Letta in quota centrodestra.

Aggiornamento 16:05 - E' il giornalista del Corriere della Sera Tommaso Labate a scattare quella che è "la foto" del giorno:


Aggiornamento 15:59 - L'Audi blindata di rappresentanza di Silvio Berlusconi è arrivata alla sede nazionale del PD alle 15:56: un imponente servizio d'ordine tiene a distanza i molti giornalisti accorsi e un manipolo di contestatori del Popolo Viola che, all'arrivo dell'ammiraglia, urlano "vergogna, vergogna" all'indirizzo dell'ex premier.

Secondo alcuni cronisti presenti sul posto sarebbero state tirate uova all'auto di Berlusconi.

Renzi incontra Scelta Civica

Prima di prendere il treno per Roma (Renzi è arrivato alla sede del Nazareno alle 15:30 circa), il sindaco di Firenze e segretario del Partito Democratico Matteo Renzi ha incontrato, questa mattina nel capoluogo toscano, alcuni esponenti di Scelta Civica, sempre nell'ambito di quella sorta di "consultazioni" sulla legge elettorale, e sui temi politici più scottanti, che Renzi sta portando a termine.

Al termine dell'incontro il segretario di Scelta Civica Stefania Giannini ha dichiarato all'Ansa:

"Non ho avuto alcuna sensazione di rottura. Abbiamo discusso del ruolo dl Senato, del titolo V e della legge elettorale [...] Si va con un accordo di maggioranza perchè Renzi sta dialogando con il Nuovo centrodestra, quindi io credo che ci sia la base per potersi confrontare. Se invece Renzi trovasse un’intesa con Berlusconi sul modello spagnolo, sarebbe un tavolo parallelo e allora credo che ci sarebbero problemi.Ma non mi sembra di aver colto questa volontà."

Ad accompagnare Giannini a Palazzo Vecchio, la "corte" renziana, c'era anche il segretario del Psi Riccardo Nencini, anch'egli soddisfatto dall'incontro con Matteo Renzi e plaudente alla decisione del neo-segretario di incontrare, nel pomeriggio, Silvio Berlusconi a Roma:

"È possibile trovare l’accordo di maggioranza che tenga dentro anche la parte più rilevante delle opposizioni. Renzi ha ben presente che c’è un governo e che ci sono le opposizioni. La legge elettorale è una parte della riforma complessiva che vede la trasformazione del Senato e la riforma del titolo VÈ possibile trovare l’accordo di maggioranza che tenga dentro anche la parte più rilevante delle opposizioni. Renzi ha ben presente che c’è un governo e che ci sono le opposizioni. La legge elettorale è una parte della riforma complessiva che vede la trasformazione del Senato e la riforma del titolo V."

Berlusconi e Renzi si incontrano nella sede del Pd

Chissà se sarà veramente quel "bacio della morte" che qualcuno, anche all'interno dello stesso Partito Democratico, si augura per il neo-segretario del Pd: l'incontro di oggi pomeriggio alle 16 tra il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi e quello democratico Matteo Renzi nella sede nazionale del Partito Democratico di via del Nazareno a Roma ha tutto il sapore di un grande retroscena che, in realtà, nasconde un tentativo di dialogo politico mai nascosto dal sindaco di Firenze.

Già nelle primarie che precedettero le elezioni di febbraio 2013, con l'esito che conosciamo, il "giovane Renzi" non aveva infatti fatto mistero della sua volontà a dialogare "con tutti" (ma proprio tutti?), sia per accaparrarsi una parte di elettorato altrui sia per allargare il respiro politico dei lavori parlamentari affinchè le aule lavorino spedite.

L'incontro tra i due però rischia di essere una vera e propria polveriera per Renzi, il quale al contrario di Berlusconi non è stato nè eletto alla guida per partito per acclamazione nè tantomeno ne possiede le "quote di maggioranza": all'interno dei democratici infatti il clima resta tesissimo per un incontro che in molti non solo non approvano ma addirittura osteggiano apertamente.

La "proposta spagnola" stesa dal professor D'Alimonte sarà al centro dell'incontro, che verterà sopratutto proprio sul tema legge elettorale, che attualmente è de facto scritta, o meglio scribacchiata, dalla Corte Costituzionale: un proporzionale a turno unico con piccole circoscrizioni, liste semi-bloccate con ripartizione dei seggi su scala nazionale, con una soglia di sbarramento fissata al 5%. O forse no, chi può dirlo.

Sono molti gli esponenti vicini a quell'"ala sinistra" del partito che hanno storto il naso alla notizia dell'incontro tra i due, un incontro che lo stesso Renzi ha tentato di incardinare in un più ampio discorso di dialogo tra forze politiche avverse:

"Saremo io, Berlusconi, Gianni Letta, e Lorenzo Guerini, portavoce della mia segreteria. Non so se l'ex premier è mai stato al Nazareno. [...] E' necessario che le riforme, come quella della legge elettorale, si facciano anche con l'opposizione per evitare che poi si debbano fare i governi insieme. [...] In caso di accordo vero tra Pd e Berlusconi, Ncd non porrà veti. Starà bene anche ad Alfano, vogliamo scomettere?"

ha spiegato ieri ai cronisti il sindaco di Firenze, spiegando di voler risolvere l'annoso tema del "ricatto dei partitini" (come Scelta Civica, citata non a caso ieri da Renzi) che nonostante il consenso elettorale risibile riescono a tenere il governo in una sorta di coercizione costante: un tema caro all'ex-premier Berlusconi, che da anni rilascia dichiarazioni avverse ai piccoli partiti, auspicando una sorta di bipolarismo perfetto che l'Italia non è mai riuscita nè ad avere nè a strutturare nell'architettura istituzionale dello Stato.

Le parole di Renzi hanno tuttavia scatenato un'inevitabile girandola di dichiarazioni sdegnate (dall'Ndc a Scelta Civica), che non ci stanno ad esser descritti, e trattati, come partiti da "zerovirgola".

La stima di Berlusconi

Silvio Berlusconi, scrivono i retroscenisti sui quotidiani di oggi, sarebbe ben contento dell'apertura democratica al dialogo: l'ex-premier non ha mai nascosto la sua stima per il sindaco di Firenze e si dice certo che l'accordo sarà raggiunto in tempi brevi, anche se lascia a Renzi l'onere di gestire le numerose patate bollenti all'interno del Partito Democratico:

"L’accordo è fatto, l’intesa c’è. Se la vedrà Renzi con i suoi, a noi non importa quello che farà con i suoi compagni del Pd o con il governo»L’accordo è fatto, l’intesa c’è. Se la vedrà Renzi con i suoi, a noi non importa quello che farà con i suoi compagni del Pd o con il governo. [...] È stato coraggioso, ha sfidato il suo partito per incontrarmi, si è mosso veramente bene: ha davanti una strada difficilissima, vedremo se saprà percorrerla. Certo, sia chiaro che per noi non tutto è accettabile. Discutere e mediare va bene, ma se ci trovassimo di fronte a un voltafaccia, non potremmo accettarlo."

scrive il Corriere della Sera, che riporta anche la possibilità che anche in Forza Italia si possa accettare ancora un anno di governo Letta, che potrebbe logorare tutti (governo, Nuovo Centrodestra e Partito Democratico) e riportare in auge la sua figura di leader.

Foto | Teresa Cardona su Twitter

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