Massimo D'Alema "bacchetta" gli italiani che votano per Berlusconi e Grillo. Solita boria?

A sinistra, nel Pci, Togliatti o Berlinguer, mai avrebbero pronunciato una frase come quella detta ieri da Massimo D’Alema: “Agli italiani che dicono 'ci avete rovinato' rispondo: voi ci avete rovinato, premiando solo chi vuole punire la casta”. Di fatto, l’ex premier criticava chi aveva votato per anni Silvio Berlusconi ammonendo di non cadere presto in altre trappole come quella di Beppe Grillo.

In altre parole D’Alema rispolvera un armamentario classico di una parte della sinistra, cioè incolpare gli altri (gli elettori) di non capire, non tentando di analizzare le proprie responsabilità di fronte ad una realtà che ieri ha premiato avversari come Berlusconi e oggi come Grillo.

Perché per anni milioni di italiani hanno votato per Berlusconi e per la destra? Solo fagocitati dalla propaganda televisiva? Perché alle prossime politiche milioni di italiani possono votare per il partito di Grillo? Solo spinti dalla vendetta di punizione nei confronti della casta? Dov’è l’analisi politica del colto Baffino?

Ammoniva Giorgio Amendola negli anni ‘60: “La DC nelle ultime elezioni ha raccolto oltre 14 milioni di voti, voti che non possono essere considerati tutti come frutto del sottogoverno, delle raccomandazioni, della reazione. C’è una massa di elettori che vota DC anche con motivazioni che sono democratiche, popolari, antifasciste. E’ un grande partito del quale spesso noi sottovalutiamo le capacità di ripresa anche ideale. La DC è un partito che ha una sua identità che non si può negare e ha una sua cultura di cui spesso i laici sottovalutano con troppa boria il valore”. Ecco.

Ovvio che Berlusconi, tant’è rivendicasse il ruolo del nuovo De Gasperi, non era la DC, tanto meno lo è il partito di Grillo. Quel che però non cambia nei decenni è la boria di chi come Massimo D’Alema demonizza gli avversari e persino i cittadini che non la pensano come lui. D’Alema cerca attraverso alleanze di palazzo di far quadrare i conti per vincere le elezioni e riportare il centro-sinistra al governo. Obiettivo legittimo e forse giusto per il Paese. Ma è questa la strada giusta?

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