Il doppio vincolo di Matteo (Colaninno) stretto tra il padre e il Pd

Matteo Colaninno (in foto accanto a Marianna Madia) è un deputato del Pd che abbiamo imparato a conoscere nell'ultima campagna elettorale ma è anche ministro ombra per lo Sviluppo Economico. Il padre, Roberto, è il numero uno della cordata che prenderà in mano ciò che resta di Alitalia. Il suo non è un favore al Premier: "Sono di sinistra ma non potevo dir di no", confida a Ezio Mauro che lo intervista oggi su Repubblica.

Il tutto mentre il Partito Democratico va all'attacco del governo con Pierluigi Bersani: "Viene fuori l'idea di una compagnia più piccola e più domestica che ovviamente non potrà vivere da sola. Si torna inevitabilmente ad Air France a condizioni più libere e agevoli per loro e con ricadute più pesanti per i nostri lavoratori, i nostri consumatori, i nostri risparmiatori. E sia chiaro che noi non siamo per il tanto peggio tanto meglio". Matteo, così, stamani sul Corriere, accantonando per qualche momento l'imbarazzo, si dice "in linea con le dichiarazioni di Bersani".

Una scelta, questa, frutto di processo di allontanamento dalle attività imprenditoriali della famiglia già cominciato con la sua candidatura nelle fila del Pd: "Per coerenza ho scelto di non partecipare ad alcuna riunione nè a consigli di amministrazione in cui sono state prese delle decisioni su Alitalia". Anche perchè il suo giudizio sulla compagnia di bandiera (e relativa crisi) è molto severo: una situazione "disastrosa" e "irreversibile" non solo "per le responsibilità di chi l'ha gestita ma anche per il concorso di irresponsabilità politiche che hanno pesato come un macigno". Insomma, "era meglio cederla ad AirFrance". Ma il padre - per Colannino jr - "fa bene a impegnarsi" lo stesso.

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