USA 2012: Michelle Obama alla convention democratica


È stata la notte di Michelle Obama, senza dubbio, con il discorso forse più importante della sua vita, anche più di quello di quattro anni fa. E non ha deluso le attese, confermando di essere l'arma in più per la rielezione del marito: se Barack otterrà un secondo mandato, gran parte del merito sarà di Michelle. Il suo è stato un discorso accorato e su toni quasi strappalacrime, ma di grande dignità.

Il compito della First lady è quello di modificare la percezione che l'opinione pubblica ha di Obama: paradossalmente, nonostante la sua storia personale e nonostante stia sfidando un multimiliardario come Romney, è Barack a essere considerato più elitario e lontano dalla gente comune. E così Michelle ha raccontato di quando "le nostre rate del prestito studentesco erano più alte del nostro mutuo. Eravamo così giovani, così innamorati, così indebitati".


Michelle si è rivolta alle donne e alle madri, lei che si definisce "mom-in-chief" degli Usa, e alla classe media, che sarà decisiva per le elezioni:

Barack crede che se si lavora duro e bene, poi non ci si sbatte la porta dietro ma si dà agli altri le stesse possibilità avute di avere successo

chiaramente una frecciata a Romney, che è diventato miliardario e ha voltato le spalle alla middle class. E ancora "Barack conosce l'american dream perché lo ha vissuto" ed "è lo stesso uomo che ho sposato, la presidenza non cambia ma rivela il carattere di chi la ricopre".

Un discorso che ha infiammato la platea di Charlotte, così come quello di Julian Castro, il primo ispanico a tenere un "keynote speech" a una convention democratica. Castro ha raccontato la sua storia, per molti versi speculare a quella di Obama, in opposizione a quella di Mitt Romney che "non si rende neanche conto di quanto sia fortunato". Un affondo particolarmente riuscito, che colpisce il punto debole dell'immagine del candidato repubblicano.

Questa sera sarà la volta di Bill Clinton, mentre il popolo democratico riunito in North Carolina riprende coraggio e fiducia e si prepara a osannare Obama. Fuori dalla convention è stata costruita, nonostante qualche difficoltà dovuta alla pioggia, una statua di sabbia in onore del presidente (vedi il video).

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