Renzi "Dux", stravolge il Pd e umilia le minoranze interne. Tale e quale il Cav?

Fatte le dovute differenze, quello visto ieri nella Direzione del Pd è un film già visto nel partito (nei partiti) di Silvio Berlusconi, con il capo che non concede nessun ruolo e nessuno spazio a chi non è allineato sulle sue posizioni.

Siamo al “chi non è con me è contro di me e contro il partito”, alla sferzante ironia del neo segretario contro il presidente del partito, che abbandona in segno di dissenso totale non solo sulla nuova legge elettorale ma sulla concezione del partito, della politica, della democrazia.

Quali ripercussioni avrà questo scontro interno al Pd, a cominciare dal voto (segreto?) alla Camera sull’Italicum? Matteo Renzi – su questo oramai non ci sono dubbi – quel che dice, fa: per adesso sta rivoltando davvero il Pd come un calzino. Presto si capirà se lo sta portando sulla strada giusta o in piena velocità, contro un muro. Il sindaco ripercorre lo “stile” di Silvio Berlusconi.

Il “metodo” di altri leader (De Gasperi, Togliatti, Nenni, Moro, Berlinguer) era totalmente diverso: questi volevano sempre capire quanto si poteva aggiungere in più al livello “attuale” dell’opinione del partito, per portare il partito a livelli di maggiore consapevolezza senza perdere nessuno per strada e senza lacerare mai il tessuto unitario del partito, considerato un valore imprescindibile.

Renzi, invece, avanza facendo terra bruciata, addirittura dileggiando il presidente del partito, leader della minoranza interna. Il “rottamatore” fa cappotto, non c’è più partita. Ma il campionato è ancora aperto.

Scrive oggi Stefano Folli sul Sole 24 Ore: “Il Pd decide in modo netto. È il nuovo stile della casa, con l'occhio rivolto agli elettori assai più che agli equilibri politici. In più il leader fa anche il lavoro dei giornalisti e confeziona loro un bel nome per il nuovo sistema elettorale (l'Italicum): efficace, breve per stare nei titoli, insomma perfetto. Adesso bisogna verificare due cose. La prima sono i dettagli della nuova proposta di legge elettorale e non è poco. L'impianto è noto, compresa la novità del ballottaggio fra coalizioni, ma vari punti sono da precisare. La seconda riguarda la tenuta del progetto in Parlamento, dove è alta la probabilità che venga chiesto il voto segreto. Renzi dice che tutto deve stare insieme: il modello elettorale e il disegno costituzionale che riguarda, fra l'altro, il Senato. Sarà il momento della verità”.

Renzi, adesso, si gioca davvero tutto. O riduce presto a brandelli il Cav e Grillo o questi, uno da una parte e l’altro, dall’altra, lo schiantano.

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