Davos, World Economic Forum 2014 | Draghi: "Agiremo contro la deflazione"

In Svizzera al World Economic Forum ha parlato anche il ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni.

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Aggiornamento 25 gennaio 2014. Mario Draghi, governatore della Bce, è tornato anche oggi sulle questioni più pressanti, almeno per quanto riguarda l'Eurozona: "Se ci sarà deflazione, la Banca centrale europea è pronta ad agire. Al momento, però, non ci sono grandi pericolo. Il basso livello dei prezzi è dovuto ad aggiustamenti tipici dei periodi di post-crisi finanziaria. È normale che a periodi come questo segua bassa inflazione. Comunque, useremo tutti gli strimenti che il nostro trattato permette".

Parole meno rassicuranti sono arrivate dal direttore generale del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde: "L'inflazione nell'eurozona è molto al di sotto del target e la deflazione può essere un pericolo. La ripresa è in via di consolidamento, anche se nelle varie aree ci sono delle disparità. Alcuni vecchi rischi non sono ancora scongiurati e le riforme strutturali devono essere completate".

Aggiornamento 24 gennaio 2014, ore 18:54 Intervenendo al Forum Economico internazionale di Davos in Germania il Presidente della BCE Mario Draghi ha scongiurato il rischio di deflazione, che preoccupa molto governi e investitori del Vecchio Continente, garantendo una stretta vigilanza della Banca Centrale Europea.

Draghi ha spiegato come l'inflazione dell'area euro nei prossimi due anni sia ben al di sotto degli obiettivi prefissati in precedenza, ma in generale il Presidente della BCE ha parlato di "drastici miglioramenti":

"[..] vediamo l'inizio di una ripresa, che resta debole, fragile e disomogenea [...]"

Draghi ha anche ribadito che nell'area valutaria la disoccupazione resta molto elevata, per quanto stabilizzata rispetto ai passati peggioramenti.

Aggiornamento 24 gennaio 2014, ore 10:40 Nel corso del World Economic Forum di Davos è stata annunciata la creazione di una Commissione indipendente, la Global Commission on Internet Governance, che si concentrerà sul futuro di internet.

I recenti scandali sulle intercettazioni ed i metadati utilizzati a scopi di intelligence dall'amministrazione americana hanno generato molte polemiche evidenziando la totale mancanza di rispetto nei confronti della privacy delle persone.

Nonostante in Italia si tenti di minimizzare la vicenda inquadrandola nella categoria "semplice folklore", il mondo intero ha cominciato ad interrogarsi proprio sul futuro di internet. Da un lato le sacrosante esigenze di controllo e pubblica sicurezza e, dall'altro, la tutela della privacy dei cittadini: la Commissione indipendente, infatti, concentrerà il proprio lavoro principalmente proprio su questioni quali la privacy, i controlli delle autorità, lo stato della censura in rete e molti altri aspetti fondamentali, e sarà composta da un totale di 25 membri tra politici, ex funzionari di intelligence ed accademici.

Un gruppo di esperti che lavorerà sul tema per i prossimi due anni ed avrà il compito di mettere a punto nuove regole per chi naviga in rete con l'obiettivo di tenere al sicuro la privacy e limitare i controlli da parte dei governi: il gruppo di lavoro è stato promosso in particolare dal Centro Internazionale per l'Innovazione e la Governance (Cigi) e dal think-tank britannico (Chatham House).

Davos, presente anche Saccomanni

Aggiornamento 23 gennaio 2014, ore 17:10: Al World Economic Forum di Davos ha partecipato oggi il Ministro dell'Economia italiano Fabrizio Saccomanni che ha parlato della situazione economica complessiva del nostro Paese e sul pericolo che l'Italia possa cadere in una spirale di deflazione e che dunque i consumi si contraggano mentre i prezzi arretrano con una conseguente stagnazione economica e maggiori oneri reali per rientrare dal debito. Ebbene, secondo Saccomanni l'Italia no rischia la deflazione, ma è una posizione ben diversa da quella in cui si è trovato il Giappone per molti anni. L'Italia non ha dunque bisogno di una cura drastica come quella che il premier nipponico Shinzo Abe ha dovuto attuare per far uscire il suo Paese dalla deflazione.

Davos: World Economic Forum, al via l'edizione 2014


Mercoledì 22 gennaio 2014

Aggiornamento 22 gennaio 2014, ore 13.00: È stato ufficialmente dato il via all’edizione 2014 del World Economic Forum e in apertura, come accade ogni anno, la multinazionale PwC si è preoccupata di intervistare oltre 1.300 capi d’azienda di tutto il Mondo, la maggior parte dei quali si è detto convinto che il 2014 sarà l’anno della ripresa economica.

Se lo scorso anno i CEO sicuri che la propria azienda sarebbe cresciuta erano stati il 18% degli intervistati, quel numero oggi è salito al 44%. Ma quello che stupisce di più sono i dati relativi al nostro Paese: i manager di aziende italiane, infatti, sono sempre più convinti che questa ripresa sia in programma anche per loro.

Nel 2013 solo il 59% dei CEO italiani si era detto convinto che i 12 mesi successivi avrebbero segnato una ripresa, mentre quest’anno la percentuale è salita al 74%, molto più dei colleghi francesi e tedeschi.

Questo, è bene precisarlo, non significa che la ripresa sia in arrivo anche per l’Italia in quanto Paese, né che queste aziende siano pronte a riassumere: il 90% degli intervistati, infatti, si sta ancora adoperando per ridurre i costi e soltanto il 26% di questi si è detto pronto ad aumentare il numero dei dipendenti.

Intanto, per tornare al WEF e al suo programma, a breve si discuterà dell’aumento della popolazione in Africa - si stima che arriverà a 2 miliardi entro il 2050 - e sugli interventi possibili già a partire da ora per assicurare una crescita sostenibili.

Più tardi, nel primo pomeriggio, segnaliamo il dibattito sulla sicurezza del sistema finanziario internazionale che vedrà tra i partecipanti Douglas Flint, Martin Wolf, Paul Singer, Antony Jenkins e Anat Admati. Altrettanto degno di nota è l’incontro in programma domattina, alle 10.10, in cui si discuterà della situazione iraniana e a cui parteciperà lo stesso presidente Hassan Rouhani.

(Daniele Particelli)

Davos: World Economic Forum 2014

Forum di Davos, 22-25 gennaio 2014. Tutti i potenti dell'economia e della politica sono presenti, anche quest'anno, alla manifestazione che si tiene nella città Svizzera di Davos: il Wef.

Più di 2500 delegati, 40 capi di Stato e di governo, provenienti da tutto il mondo, saranno chiamati a discutere sul tema di quest'anno: "Rimodellare il mondo: conseguenze per società, politica ed economia". Per l'Italia è prevista la partecipazione del nostro presidente del consiglio Enrico Letta. Tra le altre presenze che contano, ricordiamo quella del premier giapponese Shinzo Abe, della direttrice del Fmi, Christine Lagarde e del presidente della Bce, Mario Draghi.

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A prendere parte all'evento ci saranno, inoltre, alcuni "pezzi forti" del capitalismo mondiale, come il miliardario Bill Gates e l'amministratore delegato di JPMorgan Chase, Jamie Dimon. Infine, si registra la presenza di alcune personalità del mondo delle spettacolo, impegnate in cause sociali: Bono Vox degli U2 e l'attore premio Oscar, Matt Damon.

Klaus Schwab, fondatore del Wef, si è detto molto entusiasta per le tematiche che verranno affrontate quest'anno: finalmente in agenda finiranno argomenti come crescita e sviluppo e non più solo quelli inerenti alla crisi. Inoltre, si parlerà di green economy e del conflitto in Siria.

Discutere di crescita implica anche un approccio ai temi della povertà e della disuguaglianza sociale in aumento. Non a caso, sul sito ufficiale dell'evento, è stato pubblicato il messaggio di Papa Francesco al Wef, in cui c'è un chiaro richiamo alla lotta contro le diseguaglianze. Ricorda il Papa ai grandi dell'economia e della politica: "la maggior parte degli uomini e delle donne del nostro tempo continuano a sperimentare l'insicurezza quotidiana, spesso con conseguenze drammatiche".

Non mancheranno manifestazioni di protesta, come tutti gli anni, da parte dei movimenti no global. Manifestazioni che non appaiono del tutto ingiustificate, se teniamo conto che a Davos ci saranno tutti i membri della Troika e delle Banche d'affari americane, gli stessi che hanno provocato la crisi attuale e imposto severe politiche di austerity.

Ovviamente grande interesse per il Forum ci sarà da parte anche dei "complottisti" . Gli stessi che si oppongono al "governo illuminato" del Bilderberg, dell'Aspen Institute e della Trilaterale. Pur non volendo assecondare puerili teorie del complotto, è opportuno sottolineare che il Wef non è esattamente una manifestazione trasparente.

Sebbene per il Wef non ci siano conferenze a porte chiuse, gli accordi (quelli veri) tra potenti avvengono nelle riunioni a margine, che rimangono segrete. Infondo sono questi incontri che attirano la curiosità (morbosa) di chi segue l'evento. Inoltre, alla credibilità scientifica del Forum nessuno sembra dare un peso eccesivo. Troppi sono stati gli errori commessi nel passato. A tale proposito, ricordiamo che la crisi economica e finanziaria non è stata prevista, anzi, si è proposto spesso l'immagine di un mondo meraviglioso, a crescita costante.

[Sito ufficiale del WEF]

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