Un dossier svela i rapporti tra Rifondazione e le Farc, i rapitori della Betancourt

Ingrid Betancourt, l'ex ostaggio delle Forze armate rivoluzionarie colombiane (Farc), arriverà stasera a Roma: vedrà a cena il leader del Pd ed ex sindaco della Capitale Walter Veltroni, sarà ricevuta da Benedetto XVI, incontrerà il presidente della provincia Nicola Zingaretti, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ma anche il sindaco Gianni Alemanno e Franco Frattini (il programma completo della sua visita a Roma lo trovate su 06|blog).

Cosa c'entra tutto ciò con la politica? Nulla se non fosse che Repubblica stamattina ha pubblicato ampi stralci di un dossier del governo colombiano che accusa Rifondazione comunista (si, il nostro Prc) di aver avuto "una relazione con le Farc che va oltre i semplici contatti politici". Il quotidiano di Ezio Mauro riporta ampi stralci di mail e documenti ritrovati nei computer di Raul Reyes, il numero due della guerriglia ucciso nel marzo scorso, in cui emergono "appoggi espliciti, raccolta di fondi, scambio di informazioni e la vicenda di un rappresentante in Europa delle Farc che si ricovera in clinica in Svizzera a spese del partito".

Dal 2002 le Forze armate rivoluzionarie colombiane a causa di numerosi sequestri di civili (basti pensare che oggi nelle loro carceri ci sono ancora 700 ostaggi) e per il ruolo cruciale che svolgono nel traffico della cocaina, sono finite nella "lista nera" dell'Onu e dell'Unione europea: da allora per tutti sono un'organizzazione terrorista. Evidentemente, tranne che per Rifondazione Comunista che oggi, dopo aver incassato il colpo, con Ramon Mantovani (ex responsabile della sezione esteri del partito) parla di "contatti volti a favorire il processo di pace". Contatti, c'è da dire, vietati quindi, comunque, clandestini.

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