Matteo Renzi a Porta a Porta: «I partitini si arrangino»

Il segretario del Pd ospite di Bruno Vespa, parla di Berlusconi, Cuperlo, Pd, Italicum e della situazione politica italiana.

Matteo Renzi, dopo il successo incassato alla direzione Pd, il contestato incontro con Berlusconi, le dimissioni di Cuperlo, la presentazione dell'Italicum, stasera imperversa a Porta a porta, ospite di Bruno Vespa.

Il segretrario del Pd va dritto per la sua strada come un caterpillar. E a Scelta civica, che chiede che venga abbassata la soglia di sbarramento nella legge elettorale di renziana ispirazione risponde:

«il giochino è interessante. Con tutto il rispetto, si mette la soglia di sbarramento proprio per evitare il ricatto dei partitini. I partitini si arrabbiano? Si arrangino».

Renzi nega che esista un problema di democrazia interna al suo partito, critica tutti coloro che gli hanno fatto la morale per aver discusso con Berlusconi, dice di rispettare chi non è d'accordo con le sue idee "ci mette la faccia", come Fassina, che a suo tempo (le politiche del 2013) non entrò in alcun listino ma partecipò alle primarie prendendo 12mila preferenze.

Ma quando parte l'rvm con Fassina, che parla di malcontento molto forte all'interno del partito, Renzi commenta:

«Però non mi ha votato uno contro, eddai» (la relazione del segretario del Pd ha incassato solo voti favorevoli e l'astensione dei cuperliani, ndr).

Sulle preferenze, che hanno suscitato tante discussioni per la loro assenza nell'Italicum, il segretario del Pd ha spiegato:

«Berlusconi ha mollato sul ballottaggio, io sulle preferenze. Io avrei voluto le preferenze».

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