Elezioni 2013: Di Pietro e il Pd?

Di Pietro il suo sogno lo aveva coltivato: un'alleanza dei non-allineati con Nichi Vendola e Beppe Grillo, e le sue ultime mosse erano tutte orientate in questo senso. Ma dopo l'alleanza di Sel con il Pd, il niet di Grillo e i suoi a un qualsiasi tipo di accordo con altri partiti, Tonino si è trovato solo, con buona parte del partito quantomeno perplesso di fronte alle uscite del leader. Per non parlare di Bersani che affermava come l'ex pm fosse "fuori dall'alleanza". Di Pietro ha comunque continuato sulla sua strada, continuando negli attacchi a Napolitano, a Monti e dando degli zombie a tutti i politici in disaccordo con la sua linea.

E adesso che succede? Succede che Di Pietro sta cambiando idea, ha capito che così non si va da nessuna parte e che il suo partito rischia di uscire dalle elezioni con le ossa rotte e i voti dispersi tra Pd, Sel e M5S. La linea adesso sarebbe di riavvicinarsi gradualmente ai democratici, anche per scongiurare una scissione dell'Idv, che i ribelli alla Donadi avrebbero preso in considerazione. Ecco le mosse per ricucire con Bersani: attendere la riforma della legge elettorale (che potrebbe andare nella direzione auspicata da Di Pietro, con il premio di maggioranza alla coalizione) e presentare un programma di Governo, il 21 settembre, durante la festa del partito a Vasto.

E' chiaro che se l'Idv presenta un programma di governo, è perché al governo spera di andarci. Obiettivo raggiungibile solo ricucendo con gli ex alleati. Ma perché questo repentino cambio di linea? Lo spiega il senatore dell'Idv Lannutti (che ha annunciato che non si ricandiderà con Di Pietro) in un'intervista ad Affari Italiani.

"Se l'Idv andrà da sola al Senato farà fatica ad ottenere l'8%. E alla Camera, qualora venisse introdotto il tetto del 5, dovrà sudare per superarlo. Anche perché De Magistris con la sua lista arancione e Grillo gli toglieranno voti. E poi Di Pietro non rappresenta più la novità. Poteva ricoprire un grande ruolo di colui che guarda agli interessi generali per evitare che la dittatura della grande finanza. Ma ha perso l'occasione"

Non solo: nonostante le polemiche su "Di Pietro di sinistra o no", è evidente che tra Sel, Pd e Idv ci sono parecchi obiettivi e interessi in comune. E ricucire l'alleanza permetterebbe anche al Pd di evitare un'alleanza che può creare parecchie difficoltà: quella con Casini. Ma se queste sono davvero le intenzioni di Di Pietro, allora è il caso che la sua linea politica iperpopulista cambi alla svelta.

Foto | © TM News

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