Kiev, la battaglia continua: Bonino convoca l'ambasciatore

La capitale ucraina è in fiamme: durissimi scontri tra polizia e manifestanti, infiltrazioni dell'estrema destra, guerriglia urbana. Salta l'accordo tra governo e rappresentanti della protesta

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Aggiornamento 18:38 - Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino, in un comunicato, ha espresso preoccupazione per le violenze che si stanno perpetrando in queste ore non solo a Kiev ma in tutte le principali città dell'Ucraina.

"E' indispensabile che tutte le parti interessate si astengano dal ricorso ad atti di violenza e che s’impegnino rapidamente a riannodare i contatti per garantire al paese un futuro democratico. Il Paese non deve disperdere i progressi compiuti nel cammino di riforme verso l’associazione politica e l’integrazione economica con l’Europa.
Vanno accertate le responsabilità relative agli incidenti mortali verificatisi nei giorni scorsi e ritirata la legislazione d’emergenza di recente adozione, per garantire ai manifestanti l' esercizio pacifico di diritti fondamentali, quali la libertà di associazione, espressione e riunione."

Inoltre, informa la Farnesina attraverso un comunicato stampa, la Vice Ministro Marta Dassù riceverà in serata al ministero degli Esteri l’Ambasciatore ucraino a Roma, Yevhen Perelygin, per manifestargli le preoccupazioni italiane in merito ai più recenti sviluppi in Ucraina.

Nel frattempo non si ferma la protesta asprissima a Kiev e in tutta l'Ucraina, dove secondo la ong Istituto per l’informazione di massa ci sono stati 5 morti e decine di contusi e 103 arresti; sarebbero rimasti feriti almeno 42 reporter. Il Presidente Yanukovic ha annunciato una parvenza di apertura nei confronti dei manifestanti:

"Ci sarà un rimpasto del governo e un’amnistia; tutti coloro che non hanno commesso crimini gravi saranno amnistiati.”

ha detto il Presidente ucraino, che tuttavia non è più considerato un interlocutore attendibile: i manifestanti infatti hanno dichiarato decaduto il Presidente ed il Parlamento, non più riconosciuti legittimi dai leader della protesta.


Aggiornamento 15:18 - E' possibile seguire in streaming quanto sta accadendo a Kiev, dove le violenze continuano imperterrite e la città è a ferro e fuoco:


Live streaming video by Ustream


Live streaming video by Ustream

Le fotografie che tutto il mondo può osservare grazie ai social network, una novità assoluta per la cronaca giornalistica di questo tipo di eventi, nonchè per gli attivisti stessi, sono impressionanti, "spettacolari" nella loro essenza di orrore e violenza.



Continuano gli scontri a Kiev e in tutte le città ucraine, con la protesta, durissima, che si espande a macchia d'olio in tutta l'Ucraina: nella notte è fallito il tentativo di mediazione tra le autorità ucraine e alcuni rappresentanti della protesta, mentre gruppi di manifestanti sono entrati con la forza negli uffici amministrativi di Leopoli, Rivne, Zhytomyr, Chmel’nyc’kyj e Ivano-Frankivs’k.


Questa mattina intanto è scaduto l'ultimatum dato dai manifestanti al governo ucraino: elezioni subito o il Paese rischia violenze durissime.

"Lei, signor presidente ha la possibilità di risolvere questa questione. Elezioni anticipate cambieranno la situazione senza spargimento di sangue."

ha detto uno dei leader dell'opposizione, l'ex pugile Vitali Klitschko, arringando ieri sera una folla di circa 40.000 persone in piazza Maidan. Questa mattina, riferisce l'agenzia Unian, i manifestanti antigovernativi hanno occupato a Kiev il ministero dell'Agricoltura, ad appena 100 metri da piazza Indipendenza, cuore della protesta "europeista".

Police Crack Down On Protests In Kiev

L'Ucraina brucia

Il fallimento della mediazione di stanotte, l'opposizione ucraina si dice delusa dopo un lungo vertice con il presidente Viktor Yanukovich, non ferma però le trattative tra opposizione e governo, nella speranza di arrestare quello che rischia di diventare un vero e proprio "bagno di sangue". Le proteste, iniziate dopo l'interruzione da parte del governo ucraino delle trattative per entrare nell'Unione Europea, nel tentativo di restare ben saldi al cordone ombelicale moscovita, rischiano di degenerare, come già avvenuto più volte, in violenze cieche.

Nel frattempo tra i manifestanti più violenti si cominciano a fotografare gesti, simboli e personaggi più vicini all'estrema destra che non a ideali di democrazia civile: il commissario Ue per l’Allargamento Stefan Fule sarà oggi in Ucraina per incontrare Yanukovich e i leader dell’opposizione, mentre la settimana prossima sarà il turno del capo della diplomazia europea Catherine Ashton dopo che ieri Joe Biden ha chiesto, via telefono, al governo ucraino di fermare le violenze poliziesche sui manifestanti.


Nella morsa tra estremismo e violenze in divisa la stragrande maggioranza del Paese vive giorni di vero terrore: secondo Radio Svoboda, un commando ha rapito e ucciso un manifestante antigovernativo, Iuri Verbitski. E sono proprio le forze dell’ordine che continuano a far indignare la popolazione, con le violenze continue e le provocazioni anche ai presidi più pacifici.

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