Chi è Giovanni Favia, il consigliere "ribelle" del Movimento 5 Stelle

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È stato uno dei primi nomi nuovi sfornati dal M5S alle sue origini, tra il 2009 e il 2010. E quando, da candidato presidente dell'Emilia Romagna, riuscì a strappare più di 9000 preferenze entrando in consiglio regionale, quel risultato fu acclamato come un successo epocale, e nessuno si sarebbe aspettato che meno di due anni dopo un grillino sarebbe diventato sindaco di Parma. Oggi Giovanni Favia, classe 1981, finisce di nuovo sulle prime pagine dei giornali per il fuori onda che lo mette in rotta di collisione con Beppe Grillo e con il suo guru Gianroberto Casaleggio.

In realtà le parole di Favia non sorprendono chi segue da vicino le dinamiche del M5S, perché già in passato il consigliere emiliano si era trovato su posizioni difformi da quelle della linea di Grillo, anche se poi era sempre rientrato nei ranghi. L'ultima volta è stata lo scorso agosto, quando Favia aveva ammesso di pagare per ottenere spazi televisivi sulle reti locali: in un primo momento aveva rivendicato la scelta, ma dopo che Beppe Grillo lo aveva criticato sul blog aveva immediatamente fatto mea culpa chiedendo scusa "per la leggerezza".


Lo stesso era accaduto per il caso Tavolazzi, il consigliere comunale di Ferrara prima appoggiato e poi "scomunicato" da Beppe Grillo, che gli ha poi impedito di essere assunto a Parma da Pizzarotti. Favia aveva dichiarato la propria stima nei confronti di Tavolazzi, ma quando si era trattato di mettersi contro il capo del M5S non se l'era sentita, pur non risparmiando critiche allo "staff del blog", riferendosi proprio a Casaleggio.

Favia nel corso di questi due anni si è accreditato come una sorta di leader sul campo del M5S: mentre Grillo parla dal blog e dai palchi in piazza, e Casaleggio opera nell'ombra, lui era quello che portava avanti le battaglie del movimento nel consiglio regionale, tra la gente e anche in tv, uno dei pochi esponenti grillini a confrontarsi in tv (in questo video, ad esempio, lo vediamo alle prese con Gasparri ad Annozero). Non c'è da meravigliarsi che proprio dalla tv, e non da Facebook o Twitter su cui è comunque molto attivo, arrivi il redde rationem contro il M5S.

Il cammino politico di Favia comincia nel 2001, quando partecipa al G8 di Genova, ma da quel momento si eclissa fino al 2009, quando per la prima volta finisce sui giornali perché a una manifestazione dell'Idv regge il cartello con scritto "“Napolitano dorme, il popolo insorge”. Lo stesso anno lascia la militanza dipietrista e grazie ai Meet-Up di Beppe Grillo si candida a sindaco di Bologna, e l'anno dopo alla Regione. In campagna elettorale aveva dichiarato che avrebbe tenuto solo 1400 euro di stipendio da consigliere, "Il resto al partito": una volta eletto si tenne 2500 euro.

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