Barack Obama: il discorso sullo stato dell'Unione (VIDEO)

Lo Stato dell'Unione e il discorso di Barack Obama. Il video integrale

US-POLITICS-OBAMA

Alla fine il discorso di Barack Obama sullo stato dell'Unione è stato imperniato sui due cardini che erano stati largamente anticipati: la decisione di scavalcare il congresso "se ce ne sarà bisogno" e l'ottimismo nei confronti dell'anno della svolta. È stato, insomma, un discorso all'insegna del decisionismo e dell'ottimismo. Quest'ultimo reso possibile anche da cifre elencate puntualmente: "La più alta percentuale di neolaureati da più di tre decenni. Otto milioni di posti lavoro creati in quattro anni, la disoccupazione più bassa da cinque anni. L'indipendenza energetica sempre più vicina. Il deficit ridotto di metà. Quest'America affronta il XXI secolo in una posizione più forte di qualsiasi altra nazione".

La Cina, inoltre, "non è più la principale destinazione degli investimenti esteri, che è tornata a essere l'America". Se in termini assoluti si può ancora fare molto, in termini relativi (soprattutto se si guarda all'Europa), al di là dell'Oceano le cose vanno alla grande. Per far sì che vadano ancora meglio è però necessaria soprattutto una cosa: la politica. E politica significa riuscire ad agire e superare il blocco di un congresso diviso e che non permette a nessuna riforma di Obama di passare.

Una prima anticipazione di cosa questo possa significare lo si è visto con l'aumento del salario minimo per i dipendenti federali, da tempo Obama provava a farlo aumentare dal Congresso, adesso ha fatto da solo. "L'attuale minimo è del 20% inferiore rispetto ai tempi in cui era presidente Ronald Reagan. Eliminiamo i privilegi fiscali che incentivano le nostre multinazionali a delocalizzare il lavoro all'estero. Usiamo il gettito recuperato da questa elusione, per ricostruire le infrastrutture. Rovesciamo i tagli ai finanziamenti pubblici per la ricerca".

Si torna a parlare anche di ambiente, e anche dello scandalo Datagate, un po' di sfuggita: "I cittadini ordinari non dovrebbero sentirsi minacciati nella loro privacy". Infine, la promessa ancora non mantenuta: "Chiudiamo Guantanamo. L'America è più forte e più sicura quando è coerente con i valori in cui crede".

Le anticipazioni sul discorso sullo stato dell'Unione

Il discorso sullo stato dell'Unione di Barack Obama - che si terrà oggi 28 gennaio alle 21, quando in Italia saranno le 3 di notte - dovrebbe essere all'insegna dell'ottimismo. Un po' perché le cose negli Stati Uniti si stanno aggiustando (gradualmente e senza suscitare entusiasmi), un po' perché dopo un anno che per il presidente è stato particolarmente difficile (basti pensare alle pesanti difficoltà nell'introduzione della riforma sanitaria) è ora di provare a gettare i semi per un 2014 più pacifico. Se possibile, più pacifico anche nei rapporti con i repubblicani.

L'argomento principale sarà l'economia e la necessità di affrontare il tema della crescente diseguaglianza. Ragion per cui da Obama arriveranno - scrive Politico.com - "una serie di realistiche, concrete e pratiche proposte per favorire la crescita dell'economia, rafforzare la classe media e dare più potere a tutti quelli che sperano di entrare a farne parte". Messaggio di sinistra (non molto diverso da quello che a portato Bill De Blasio a diventare sindaco di New York) che sarà poi portato in tour, per così dire, in un viaggio di due giorni tra Prince George’s County in Maryland, Pittsburgh, Milwaukee e Nashville.

Ma come trovare le misure per la crescita economica in un congresso in cui la Camera è a maggioranza repubblicana e tende a ostacolare tutte le iniziative di stampo democratico in campo economico? Questo dovrebbe essere un altro passaggio del discorso di Obama: "Quando si tratta della vita e del lavoro degli americani e se il loro futuro dipende dal fatto che si facciano o meno delle cose, non attenderò il congresso. Ho una penna e un telefono e li utilizzerò per azioni esecutive che possano aiutare tutti gli americani ad avere la loro opportunità". Questo potrebbe essere un passaggio del discorso di Obama, almeno stando alle anticipazioni di Dan Pfeiffer, consigliere della Casa Bianca, e sta a significare che il presidente, quando lo riterrà necessario, non esiterà a usare i suoi poteri per scavalcare il Congresso.

E d'altra parte il 2014 è di nuovo un anno di elezioni per Obama, visto che si terranno le elezioni di metà mandato che rinnoveranno la Camera e un terzo del Senato, e che quindi potrebbero consegnare a Obama un Congresso a maggioranza democratica. Per riuscirsi, si punterà su donne, studenti e operai. Come? Al centro dell'agenda ci saranno i temi del lavoro, soprattutto per quanto riguarda la manifattura, il rifinanziamento del debito studentesco e un pacchetto di questioni legate al mondo femminile, tra cui la "paycheck fairness" (uguaglianza in busta paga).

Ma Obama affronterà anche il tema della riforma sanitaria? E qualche parole sarà spesa sullo scandalo del Datagate? Difficile soprattutto che si verifichi quest'ultima ipotesi, dal momento che quello del Datagate è stato uno scandalo più che altro in Europa, mentre non sembra aver messo particolarmente in difficoltà il presidente in patria. Da tenere d'occhio anche Twitter, visto che per aumentare il più possibile un discorso sullo stato dell'Unione che per Obama è parecchio importante, la Casa Bianca punta a far diventare #sotu (State of the unione) un trending topic.

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