Crisi, la svolta di Mario Draghi aiuta Monti.Resta l'allarme lavoro: 4,4 milioni in "sofferenza occupazionale"

Non c’è dubbio che la svolta di Mario Draghi, oltre ad aver fatto rialzare le Borse europee e posto un freno alla speculazione internazionale, ha fatto tirare un sospirone di sollievo a Mario Monti.

Scrive oggi Eugenio Scalfari su Repubblica: “Il piano d'azione deciso dall'Eurotower rappresenta una svolta epocale di questa crisi ed anche un rafforzamento significativo della Banca centrale, della sua indipendenza e dei suoi poteri. Ma, per quanto ci riguarda, è necessario un altro passo avanti del governo, del Parlamento e dei partiti: bisogna europeizzare l'Italia affinché l'Italia contribuisca efficacemente ad europeizzare l'Europa. L'ha detto con estrema chiarezza Giorgio Napolitano nel suo recente discorso di Venezia: l'Italia deve puntare sulla nascita d'uno Stato federale europeo e non può farlo se non europeizzando i propri comportamenti”.

Come non concordare e come non contrastare tutte le azioni di stampo populista che da destra a sinistra avanzano solo per arraffare qualche voto in libera uscita? Anche perché il quadro della crisi italiana resta fosco, specie sul piano occupazionale.

Uno studio dell'Ires Cgil, ha definito l’area del “vero” disagio occupazionale che coinvolge ormai quasi 4 milioni e mezzo di persone. L’inattività è un fenomeno molto più diffuso nel nostro paese rispetto al resto dell’Europa, dentro al quale si trova una parte rilevante di esclusi dal mondo del lavoro non formalmente riconosciuti come disoccupati. Per definire l’area della vera sofferenza occupazionale l’Ires ha scelto di prendere a riferimento, oltre ai disoccupati, solo i cosiddetti “scoraggiati” disponibili a lavorare e i cassaintegrati. Si arriva così alla enorme cifra di 4 milioni e 392mila persone. Gli stessi aggregati nel secondo trimestre del 2007, cioè prima della grande crisi, assommano a 2 milioni e 475mila persone (l’aumento è del 77%).

Rassegna.it pubblica una nota della Cgil: "E’ una simulazione molto realistica e prudenziale della vera area di disagio occupazionale e rappresenta l’immagine, purtroppo più vera e drammatica, di come la crisi ha colpito il lavoro. A questi milioni di persone non si può dire che la prospettiva di essere travolti dalla crisi si è allontanata. E’ evidente che il lavoro è il principale fattore non affrontato dal Governo per uscire dalla crisi". Monti fa spallucce. E i partiti hanno altro a cui pensare.

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