Elezioni 2013: Casini vuole il Monti bis. E gli elettori?

Mario Monti ed Elsa Fornero

Come prevedibile, la forza di centro che prima non aveva più una sua dimensione (ovvero la balena bianca nana di Pierferdinando Casini) cavalca l'andazzo più gettonato del momento. Ovvero, invocare – chissà perché – il Monti Bis, come fanno – dice Repubblica – la Germania e gli U.S.A.

«Per noi dopo Monti, c'è Monti. Il cammino non va interrotto».

Non sorprende affatto, visto che Casini si è ritrovato improvvisamente al Governo senza aver fatto nulla per esserci (come il Pd, ma il Pd ha qualche ambizione nella prossima tornata elettorale e quindi, anche se non riesce a produrre altro che imbarazzanti scontri dialettici interni o coi Grillini, sul Monti bis per ora si astiene), che dall'Udc venga chiaro e forte questo desiderio di continuare con il Professore.

Ma in che modo? Fino a prova contraria, l'Italia è una Repubblica democratica (ok, in questo momento è una tecnocrazia commissariata, ma si intende in generale, ovviamente). Il suo Parlamento viene eletto con suffragio universale, e il Governo dovrebbe essere (salvo casi come questo, diciamo così, emergenziali, per usare una parola cara a media e politici) espressione del Parlamento eletto. Dovrebbe funzionare così, semplificando.

Infatti, il presidente del Consiglio dei ministri è nominato dal Presidente della Repubblica dopo una serie di consultazioni fra i rappresentanti delle forze elette in Parlamento. A questo punto, il Presidente del Consiglio incaricato forma la sua squadra di Governo, formalmente nominata dal Presidente della Repubblica.

Poi si reca alle Camere per ottenere la fiducia.

Nella prassi, dicevamo, a parte casi emergenziali, il Presidente del Consiglio è espressione della coalizione vincente, da quando l'Italia ha creato il suo maggioritario abortito grazie al porcellum. Con il proporzionale, era frutto di un acccordo fra i partiti che formavano la coalizione di governo.

Ma ancora, sfugge davvero il senso di parlare oggi di un Monti Bis. Cosa vuol dire Casini, quando lo propone? Vuol dire che Monti sarà il suo candidato premier? O cos'altro? Impossibile da capire.

Di Pietro, come al solito, è tranchant:

«In Italia si devono ancora tenere le elezioni, addirittura nemmeno si sa con quale legge elettorale si andrà a votare, ma quei poteri che della democrazia se ne sono sempre fregati, primi fra tutti la finanza internazionale, i banchieri e le grandi aziende, hanno già deciso chi governerà: Mario Monti».

Alfano non sa bene che pesci pigliare, ma poi se la cava con un ragionamento lapalissiano: dice che può esserci Monti bis solo se Monti si candiderà e se vincerà.

Già. Perché in questa spartizione di poltrone future, che ricorda quelle barzellette tragicomiche in cui in famiglia ci si contende la spartizione della vittoria alla lotteria apena dopo aver comprato il biglietto e tre mesi prima dell'estrazione, c'è un piccolo dettaglio che tutti si dimenticano: gli elettori. Sono parecchi, sapete?

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